Descrizione
Il volume raccoglie uno spaccato organico e cruciale della ricerca artistica di Romeo Traversa, designer, docente presso l’Accademia Albertina di Torino e artista la cui poetica si colloca consapevolmente al crocevia tra il rigore formale del graphic design, la tradizione della poesia visiva e concreta, e le dinamiche dei media digitali contemporanei.
Il titolo del volume “.txt”, richiama l’estensione fondamentale del file di testo privo di formattazione, assumendo la scrittura nella sua essenza primaria di matrice, segno e traccia. La ricerca di Traversa prende le mosse dall’eredità della poesia visuale e concreta del secondo Novecento, ma ne rivoluziona le premesse teoriche e formali superando la semplice contrapposizione tra funzione comunicativa ed estetica.
L’itinerario espositivo si articola attraverso tre grandi nuclei di opere: “La fisica del segno e l’uso del timbro” dove l’artista sovverte l’impiego del timbro — strumento originariamente legato alla burocrazia e alla codifica omologante — trasformandolo in un gesto rituale e in un’impronta esistenziale.
Come evidenzia il curatore Marco Senaldi, il timbro in Traversa smette di essere un puro significante per farsi “segno-indice”, testimonianza fisica e singolare del passaggio dell’artista che dichiara «io sono stato qui». Nelle opere su carta organizzate su griglie e strutture ortogonali, il timbro agisce come carattere tipografico mobile, generando composizioni in cui ripetizione, ritmo e scarto danno vita a una sofisticata sintassi visiva. Parola-movimento e video-grammi digitali: un secondo asse del catalogo riguarda la parola in movimento. Traversa traspone la scrittura nel dominio digitale con i suoi “ideo-video-grammi” (come la serie #FFF). Attraverso rotazioni, accelerazioni e torsioni spaziali, il testo viene spinto oltre il limite della leggibilità alfabetica. Le parole, pur rimanendo intellegibili come categoria, si sottraggono alla fruizione immediata del consumo di informazioni, trasformandosi in mantra ipnotici e vertici meditativi.
I Mantragrammi, la divinazione e il tributo a Sor Juana Inés de la Cruz: un posto fondamentale è riservato ai libri d’artista e ai cicli grafici dedicati a figure chiave del pensiero e della poesia, come il progetto «Yo, la peor del mundo» ispirato alla poetessa messicana Suor Juana Inés de la Cruz. Attraverso composizioni a croce, alfabeti figurati e scritture simbiotiche e asemiche, Traversa affronta il confine sottile tra parola, silenzio e conoscenza. Nei suoi “Mantragrammi” e nelle sue “Divinations”, la scrittura rivela la sua natura prescrittiva ed enigmatica: non una semplice registrazione del passato, bensì matrice di ciò che deve accadere, a conferma dell’assunto per cui la scrittura è, in senso profondo, destino.