Descrizione
Il libro esplora le origini arcaiche del teatro e la metafora del volo di Icaro come chiave per interpretare il processo creativo teatrale. L’autore analizza le danze rituali dei satiri e delle menadi nell’antico teatro greco, viste come forme di espressione primordiale collegate alla natura e alla fertilità. Centrale è la figura di Dioniso, simbolo del caos e della vitalità.Il mito di Icaro diventa metafora della tensione artistica verso il superamento dei limiti e della “caduta sublime”: il fallimento non è fine ma occasione per la nascita di nuove forme teatrali. Mastropasqua riflette così sul teatro moderno, dal simbolismo di Gordon Craig e Antonin Artaud al teatro povero di Carmelo Bene, dove il crollo stesso diventa spettacolo.Il saggio unisce analisi storica, riflessioni filosofiche e iconografiche, passando dai riti funebri lucani alle tradizioni popolari del Sud Italia, interpretate come tracce di un teatro pre-razionale e rituale. Chiude il volume un copione teatrale originale e due appendici su radio e miti antichi. In sintesi, Mastropasqua propone una visione del teatro come spazio di continua rinascita, dove la caduta è l’inizio di un nuovo volo.
“Forse ti hanno chiesto perché volevi darti al teatro, e tu non hai potuto fornire una risposta ragionevole, poiché ciò che volevi fare nessuna risposta ragionevole può spiegarlo: volevi volare. Forse avresti fatto meglio a dire Voglio volare, anziché pronunciare quelle parole spaventose: Voglio darmi al teatro… gli artisti hanno la stessa stoffa degli aviatori: volano”. (Edward Gordon Graig)