Vai alla scheda dell’autore
Noemi Aiolo e Cristina Derusticis

"The Sound of Silence"


the sound of silence
*clicca per visualizzare l’anteprima del libro

Pagine: 36

Formato: 22x15 cm

Data di pubblicazione: 15-01-2016

Testi di: Francesca Canfora, Cristina Marinelli, Noemi Aiolo, Cristina Derusticis

Progetto grafico di Luca Cubeddu

Lingua: Italiano

Copertina: Copertina Morbida Opaca

Prezzo libro cartaceo: 16.00

Acquista Libro

THE SOUND OF SILENCE – There is always something to see, something to hear
a cura di Noemi Aiolo e Cristina Derusticis

N.I.C.E. Exhibition Project - II Edizione 2015
Paratissima 11 - Torino Esposizioni

Sara Aletti - Gerardo Rosato - Annalisa Lazzarotto - Giusy Demma e Giovanni Ruggeri - Candido Baldacchino - Cristina Manara - Gioia Aloisi e Monica Gorini - Gigi Piana - Claud Hesse - Aitho - Gianluca Cavallo - SR Studiolab

"Nell’arte, come nella vita personale, il silenzio è eterno compagno, è il recupero della sensibilità e della ratio. Difficile cercare di definire una tassonomia delle infinite forme di silenzio, eppure il sostantivo tedesco Stille, racchiudendo in sé i significati di serenità, tranquillità e immobilità spaziale riesce a darne un’idea.
John Cage attua una vera e propria rivoluzione estetica e un’apertura totale nei confronti della concezione del binomio antitetico di suono/silenzio, affermando che non esiste una reale e oggettiva separazione tra suono e silenzio, ma soltanto tra l’intenzione di ascoltare e quella di non farlo.
Nessuno prima di lui aveva preso in considerazione la possibilità di rovesciarne i rispettivi ruoli e, soprattutto, di concepire e proporre paradossalmente il silenzio come materia musicale.
La sua famosa opera 4’33’’, generalmente percepita come quattro minuti e trentatré di silenzio, si compone in realtà del suono dei fogli dello spartito girati, del pubblico che commenta sottovoce infastidito, ovvero suoni/rumori che normalmente vengono ignorati.
Nonostante la quiete favorisca la meditazione e i rumori annullino i pensieri, il silenzio assoluto, in realtà, non esiste: i suoni deboli e impercettibili sia del proprio corpo che dell’ambiente sono sempre presenti.
La reazione contrariata del pubblico nei riguardi della performance di Cage è la dimostrazione che la società non riconosce il silenzio, non è più abituata a viverlo e sembra quasi che lo tema. The sound of silence cerca di dar forma all’intangibile, attraverso immagini ermetiche ma ricche di suggestioni e poteri evocativi: un silenzio per gli occhi, dove forme urbane, naturali ed astratte sono ridotte alla loro essenza e semplicità. Pace, tranquillità e armonia in un percorso volto al recupero del legame profondo con la natura, contenitore immoto del silenzio, per estraniarsi momentaneamente dalla realtà e venire catapultati in un luogo dove regnano solo percezioni sensoriali: attimi di pausa per passare dal caos all’ordine, alla riscoperta sensoriale e alla ricerca di sé.
Il pensiero si anima e il silenzio sussurra attraverso libri illeggibili, parole incomprensibili e spartiti immusicabili, oggetti comuni svuotati della loro reale funzione, tramite cui lo spettatore può solamente intravedere ciò che l’assenza evoca.
Riflessioni sulla parola, sulla forza e la pericolosità delle comunicazioni false o fuorvianti, proprie di una società sempre più incapace di parlare e in cui la tecnologia prende il sopravvento.
Un viaggio in un’orbita privata in cui il silenzio è protagonista rivelatore, un atto di isolamento personale dove la mente si libera totalmente dai pensieri quotidiani: una condizione ormai rara che, nel frastuono da cui siamo assuefatti, è sempre più difficile trovare e che si rivela solo a chi realmente la cerca." (dalla presentazione di Noemi Aiolo e Cristina Derusticis)

 

http://paratissima.it/x/n-i-c-e-exhibitions

 

 

 

CONDIVIDI SU:
  • twitter
  • twitter
SEGUICI SU:
  • facebook
  • twitter
  • friend
  • tumblr
  • linkedin