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Luca Albonico e Silvia Bertolotti

"Città Espansa"


città espansa
*clicca per visualizzare l’anteprima del libro

Pagine: 36

Formato: 22x15 cm

Data di pubblicazione: 14-01-2016

Testi di: Francesca Canfora, Cristina Marinelli, Luca Albonico, Silvia Bertolotti

Progetto grafico di Luca Cubeddu

Lingua: Italiano

Copertina: Copertina Morbida Opaca

Prezzo libro cartaceo: 16.00

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CITTÀ ESPANSA
a cura di Luca Albonico e Silvia Bertolotti

N.I.C.E. Exhibition Project - II Edizione 2015
Paratissima 11 - Torino Esposizioni

Fabio Guida - Enrico Civeriati - Valentina Galvagno - Marco Corongi - Carlo D’Oria - Valentino Carnovale - Andrea Perego - Marco Piersanti - Marco Scocco - Giorgio Cerutti - Marco Longo - Andrea Marchetti - Fabio Pirovano - Matteo Cirenei

"Nel contesto urbano contemporaneo il rapporto centro- periferia si fonda su una serie di contrapposizioni tali da generare pregiudizi radicati nell’immaginario collettivo. Da un lato il “centro” viene accreditato di valori positivi, quali la centralità, l’importanza e il potere, dall’altro la periferia viene percepita negativamente come cornice – dal greco perì, intorno – e margine.
Periferico diviene sinonimo di subalterno, confinato, svantaggiato e l’aggettivo abbinato ai sobborghi di terza cintura evoca l’immagine di territori alienati/alienanti, poveri strutturalmente e culturalmente.
Se per centro cittadino si intende la zona in cui si raggruppano gli edifici pubblici o si ammirano i resti più suggestivi del passato, ove si pone maggiore attenzione alla conservazione del costruito, per contro la rapida espansione degli insediamenti moderni ha generato luoghi ripetitivi o impersonali, il cui comune denominatore è il degrado e l’assenza di qualità architettonica.
Corpi di fabbrica anonimi e in sequenza si pongono in netto contrasto con quei luoghi unici, contraddistinti da edifici in gradodicaratterizzarelacittànelsuoinsieme,conferendole identità e singolarità.
Le diverse accezioni, positive o negative, con cui vengono raffigurati centro e periferia testimoniano come in epoca contemporanea il paesaggio urbano appaia costituito non solo dalle sue strutture che si stagliano verso l’alto e si espandono orizzontalmente, ma anche dai rapporti che l’uomo instaura con lo spazio e nello spazio che lo circonda.
Il modo di percepire i diversi luoghi della città è determinato in primo luogo dalla presenza del fattore umano: se la folla danzante nel celebre dipinto di Renoir Bal au moulin de la galette conferisce dinamismo e vitalità alla scena, la totale assenza di persone nelle periferie descritte da Sironi comunica un senso di disagio e solitudine.
Le periferie sono la città del futuro, non fotogeniche d’accordo, anzi spesso un deserto o un dormitorio, ma ricche di umanità e quindi è lì il destino delle città. Nel centro storico abita solo il 10 per cento della popolazione urbana, il resto sta in questi quartieri che sfumano verso la campagna. Qui si trova l’energia. Un’energia in grado di conferire vitalità alle architetture impersonali attraverso interventi di valorizzazione, concretizzando il pensiero di Aristotele secondo cui l’uomo dà origine alle città per migliorare le condizioni di autosufficienza e condividere un modo di vita.
Grattacieli, monumenti, piazze, fabbriche, casermoni o strade desolate sono scenari di vita quotidiana, attraverso cui esprimere le reazioni/relazioni umane con l’ambiente circostante.
Restituire e trasmettere questi rapporti, attraverso particolari aspetti o dettagli del contesto urbano allargato come paesaggio abitato, è così un modo per rappresentare una realtà complessa e variegata, una città che vive al di là di ogni stereotipo preconfezionato." (dall'introduzione di Luca Albonico e Silvia Bertolotti)

 

http://paratissima.it/x/n-i-c-e-exhibitions

 

 

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