<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Arte &#8211; Prinp Editoria d&#039;Arte</title>
	<atom:link href="https://prinp.com/categoria-prodotto/collana/arte/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://prinp.com</link>
	<description>Prinp Editoria d&#039;Arte 2.0</description>
	<lastBuildDate>Wed, 17 Jun 2026 16:08:51 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://prinp.com/wp-content/uploads/2022/02/cropped-logo_prinp-X1-32x32.png</url>
	<title>Arte &#8211; Prinp Editoria d&#039;Arte</title>
	<link>https://prinp.com</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Ilaria Bernardi &#8211; Silvia Fabro LUCIANO FABRO</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/ilaria-bernardi-silvia-fabro-luciano-fabro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 11:33:07 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://prinp.com/?post_type=product&#038;p=9052</guid>

					<description><![CDATA[<strong>Disegni e opere</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra i più importanti e noti artisti italiani dal dopoguerra a oggi, Luciano Fabro (Torino, 1936 – Milano, 2007) è conosciuto per la sua approfondita e innovativa ricerca sulla scultura e sullo spazio, nonché per la sua intensa riflessione teorica e per il suo impegno come insegnante. È invece poco nota la parallela attività su carta che svolge dai primissimi anni Sessanta alla sua scomparsa nel 2007. Questa pubblicazione desidera approfondire la produzione su carta di Fabro, presentandone una lettura critica corredata dalla riproduzione di un nucleo di opere esemplificative del suo modo di intendere il disegno e dei legami del disegno con il resto della produzione dell’artista.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title> MI CASA TU CASA</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/mi-casa-tu-casa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 16:07:56 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://prinp.com/?post_type=product&#038;p=9205</guid>

					<description><![CDATA[<strong>La casa degli artisti</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Tu casa mi casa. La casa degli artisti” è un progetto di mostra che racconta, attraverso le opere di nove artisti, il confronto che ha avuto Davide Bramante con la Torino degli anni Novanta, approdato in questa città per studiare all’Accademia Albertina di Belle Arti. Un incontro con gli artisti, critici d’arte, galleristi e collezionisti. Tra le numerose frequentazioni e collaborazioni di quegli anni, Bramante ha scelto gli artisti che sono stati particolarmente importanti per lui e con cui ha condiviso molti aspetti della sua vita privata e professionale: Maura Banfo, Domenico Borrelli, Dario Colombo, Daniele Galliano, Paolo Grassino, Francesco Lauretta, Turi Rapisarda e Alessia Zuccarello, con un omaggio ad Alfredo Romano. La mostra si è inaugurata nel dicembre 2025 a San Sebastiano Contemporary / Casa Bramante a Palazzolo Acreide (SR), per proseguire fino al 30 giugno 2026 al Museo delle Genti d&#8217;Abruzzo a Pescara.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ezio Gribaudo MERAVIGLIA</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/ezio-gribaudo-meraviglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 08:24:51 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://prinp.com/?post_type=product&#038;p=9175</guid>

					<description><![CDATA[<strong>Viaggio nell'arte di Ezio Gribaudo</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il catalogo documenta la mostra personale dal carattere retrospettivo di Ezio Gribaudo, allestita negli spazi aulici di Villa della Regina a Torino e curata da Sara Lyla Mantica, Valeria Amalfitano e Roberto Mastroianni in collaborazione con l’Archivio Gribaudo, in occasione del sessantesimo anniversario della sua partecipazione alla Biennale di Venezia. Questa mostra, prima di una serie di eventi che toccheranno le città di Torino, Milano, Copenaghen, Parigi e Venezia, si concentra sul rapporto di Ezio Gribaudo con la meraviglia, la memoria, il fantastico e la scoperta, tutti temi declinati in relazione alla natura, all’architettura, ai contesti urbani e viaggi reali e immaginari, mettendo in scena un dialogo tra alcune delle opere più iconiche della sua produzione e gli spazi di Villa della Regina. Le opere di Gribaudo interagiscono con gli spazi di Villa della Regina, dando vita a una mostra che vuole essere un tributo alla storia e alla poetica dell’artista e, al contempo, valorizzare il patrimonio architettonico e storico-culturale della Residenza Sabauda.<br />
Ezio Gribaudo è stato un protagonista indiscusso della storia dell’arte internazionale del secondo Novecento: animato da una grande curiosità intellettuale, che si univa a un’evidente maestria tecnica, maturò una cifra stilistica e una poetica estremamente peculiari e riconoscibili, che gli permisero di attraversare i confini disciplinari, padroneggiando in modo originale tecniche, contenuti e medium diversi. Artista di fama internazionale, editore d’arte, promotore culturale instancabile, Gribaudo fu figura iconica di una Torino capitale culturale e industriale di una nazione, che nel secondo Novecento occupava una propria centralità pur presentandosi come periferica rispetto ai grandi movimenti e alle grandi trasformazioni socio-storiche, facendo delle caratteristiche peculiari di questa centralità un elemento biografico e una cifra espressiva e poetica.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ioannis Melanitis LEDA MELANITIS</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/ioannis-melanitis-leda-melanitis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 May 2026 07:47:55 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://prinp.com/?post_type=product&#038;p=9190</guid>

					<description><![CDATA[<strong>Butterflies and Mythologies between Art History and Bioart</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il catalogo d&#8217;arte documenta la mostra personale di Ioannis Melanitis, uno dei più importanti e sperimentali artisti greci contemporanei. La mostra dislocata su due sedi, il Padiglione dei Solinghi a Villa della Regina e la Biblioteca dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, presenta da una parte dipinti a olio e sculture digitali che mettono in scena un dialogo tra beni architettonici, storia della filosofia, storia dell’arte; dall’altra, farfalle transgeniche che dialogano con libri e tassidermie antiche. La mostra, a cura di Roberto Mastroianni, Sara Lyla Mantica, Valeria Amalfitano e Alessandro Botta, intende riflettere sul rapporto uomo-natura /natura-cultura e sulle trasformazioni imposte dalle tecnologie digitali e dalla rivoluzione bio-tecnologica.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pino Chiezzi I SEGNI DEL DISCORSO</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/pino-chiezzi-i-segni-del-discorso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2026 15:03:55 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://prinp.com/?post_type=product&#038;p=9161</guid>

					<description><![CDATA[<strong>Un omaggio a Beppe Fenoglio</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La ragione di questo omaggio a Beppe Fenoglio risiede nell’impressione che la lettura dei suoi scritti aiuti a vivere meglio.<br />
La motivazione è un amore persistente cui cerco di far fronte.<br />
Ho eseguito 100 disegni e scelto 100 brevi stralci di testi di Beppe Fenoglio tratti dall’edizione completa a cura di Dante Isella, Einaudi-Gallimard nella Biblioteca della Pléiade (1992).<br />
In dialogo con ciascun frammento di testo, ma senza alcuna intenzione didascalica, propongo un disegno a matita su carta: variazioni, sottrazioni e divagazioni a partire da fotografie da me scattate nelle Langhe a San Benedetto Belbo e dalle immagini d’archivio di Beppe Fenoglio. Cerco nel viso, nel corpo e nei luoghi segni evocativi della sua straordinaria scrittura.<br />
Dopo una prima rappresentazione verosimigliante mi allontano con semplificazioni, deformazioni, giochi di linea, forme e colori, tentando di cogliere aspetti propri di quello sguardo ed evocativi della sua fulminante capacità di scrittura.<br />
Per i disegni mi sono servito dei supporti e mezzi più semplici: carta, matita e in alcuni casi colori acrilici.<br />
Ho lavorato sino a che ho esaurito le forze per continuare.<br />
La destinazione di questo lavoro non ha inciso sulla mia motivazione a fare, anche la possibile destinazione camino non mi ha indotto a fermare questo tentativo di omaggio a Beppe Fenoglio. (dall&#8217;introduzione di Pino Chiezzi)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Elena Re GENIUS LOCI</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/elena-re-genius-loci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 15:25:28 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://prinp.com/?post_type=product&#038;p=9127</guid>

					<description><![CDATA[<strong>Letizia Cariello e Maurizio Donzelli al Castello di Perno</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Elena Re, critico d’arte e curatrice indipendente, incontra il Castello di Perno e la sua storia. Ma incontra anche Letizia Cariello e Maurizio Donzelli, la loro poetica e la loro opera. Da tutto questo nasce il suo racconto, giocato tra memoria e tempo presente, tra testo e immagini. Genius Loci. Un racconto fatto di amicizia, di creatività, di amore per l’arte e per un luogo immerso nella magia del paesaggio.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Elena Re  LETTERA #1</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/elena-re-lettera-1/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 14:33:54 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://prinp.com/?post_type=product&#038;p=9115</guid>

					<description><![CDATA[<strong>Elisa Bertaglia, Andrea Fais, Mario Uliassi</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>LETTERA è un progetto che Giulia Colussi ospita a Venezia, a casa sua. Tutto ha inizio dall’incontro tra Giulia e Elena Re: una collezionista libera e appassionata con una critica d’arte e curatrice indipendente. Giulia scopre giovani artisti talentuosi e insieme a Elena approfondisce il loro lavoro, condividendo con lei la scelta delle opere, l’allestimento e il desiderio di valorizzazione. Poi chiede a una persona speciale di ‘entrare’ con il proprio sguardo e scriverle una lettera, per raccontare questo interno e lasciare una traccia del suo passaggio. La casa, gli artisti, le opere, e questa lettera scritta ogni anno da una figura diversa, approdata dal mondo dell’arte, della scienza o della cultura nel senso più vero del termine. In questo primo numero, Elena stessa fa da ‘apripista’ attraversando un luogo denso di sogno ed emozione. È questo un workshop, un’esperienza in continuo divenire. Un racconto che cresce, da una lettera all’altra.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>India Evans CORPI RITROVATI</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/india-evans-corpi-ritrovati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 13:03:19 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://prinp.com/?post_type=product&#038;p=9076</guid>

					<description><![CDATA[A cura di Giorgia Alderuccio]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I collage di India Evans sono luoghi complessi, sono paesaggi che generano inquietudine e desiderio al tempo stesso, composti da corpi, frammenti di immagini, architetture e materiali che si dispongono come tracce di una memoria stratificata.<br />
I corpi femminili che popolano le opere di India Evans provengono da ritagli di vecchie fotografie e libri d’arte. L’artista racconta che tutto ebbe inizio a Roma, al mercato di Porta Portese, con il ritrovamento di una scatola da scarpe colma di fotografie in bianco e nero di nudi ottocenteschi — immagini che, nelle sue parole, “sembravano chiedere di essere riportate alla visibilità”. Da allora, anche dopo il rientro a New York, la ricerca di immagini diventa per Evans una pratica costante: archivi, librerie, mercati come luoghi in cui intercettare figure &#8220;in attesa di essere reinserite nel presente”.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title> INTERLUDI</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/interludi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 17:44:37 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://prinp.com/?post_type=product&#038;p=9100</guid>

					<description><![CDATA[<strong>Chen Li, Germana De Leo, Mon</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Etimologicamente il termine interludio dal latino inter- ‘fra’, e ludus ‘gioco’ o ‘spettacolo’, significa propriamente, ‘in mezzo allo spettacolo’.<br />
Nel mondo del teatro e della musica, gli interludi sono brevi componimenti che separano due scene di uno spettacolo o due parti di un concerto. Possono consistere in semplici brani musicali o vere e proprie rappresentazioni autonome, estremamente ridotte come durata e come impegno scenico. In altri termini, l’interludio è un intermezzo: questa idea, fuori dal mondo della musica e del teatro, prende i connotati generali di una pausa.<br />
In filosofia, l’interludio può essere paragonato all’epoché &#8211; sospensione del giudizio &#8211; fenomenologica. Non è un vuoto passivo, ma un atto di volontà con cui decidere di fermare il “tempo produttivo” per osservare il mondo senza l’obbligo di reagire ad esso. (&#8230;)<br />
Gli interludi possono quindi essere considerati spazi, parentesi o semplici variazioni nel consueto andamento quotidiano. Qui diventano tre percorsi che suggeriscono personalità, narrazioni e condivisioni, segni creativi, volti a delineare mondi paralleli e nuove prospettive.<br />
Chen Li, artista-calligrafa sempre in viaggio, durante le attese annota, con inchiostro e pennello, su carnet e fogli sparsi, ciò che incontra, in una continua scoperta di luoghi, persone e architetture: un’arte consolatoria che allena lo sguardo e catalizza energie positive. La psicoterapeuta Germana De Leo, in seduta, disegnando sulle pagine di un taccuino, trasferisce l’intensità emotiva dell’ascolto durante il lavoro con il paziente. Infine Mon, figura impegnata nell’ambito del welfare, accosta all’attività professionale, un’indagine estetica originale<br />
realizzando, a penna, complessi arabeschi dai molteplici significati. (dal testo di Elena Inchingolo)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Eleonora Roaro LA NUBE</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/eleonora-roaro-la-nube/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Feb 2026 16:59:56 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://prinp.com/?post_type=product&#038;p=9011</guid>

					<description><![CDATA[A cura di Cinzia Compalati e Vanina Saracino]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Massa, 17 luglio 1988: due esplosioni verificatesi alle 06:10 e alle 06:15 presso lo stabilimento della Farmoplant, azienda sussidiaria del gruppo Montedison, innescarono un incendio che andò ad interessare un serbatoio contenente l’insetticida Rogor. Da esso si sviluppò una nube tossica che interessò tutta la zona per un’area di 2.000 Km2. Si tratta di uno degli episodi più dibattuti sulle cronache locali ma soprattutto inciso nella memoria collettiva dei cittadini che lo ricordano come &#8220;la Černobyl&#8217; delle Apuane&#8221;, un momento apocalittico delle loro esistenze in cui cercarono rifugio in abitazioni e cantine o fuggendo verso i monti. LA NUBE (2025) è anche il titolo del progetto che Eleonora Roaro ha realizzato per il mudaC | museo delle arti Carrara traendo fonti dalla documentazione storico-archivistica e orale dell’accadimento per realizzare una mostra corale e di sintesi che coinvolgesse forze politiche, abitanti, gruppi di svariate controculture, altri autori e producendo una video-installazione inedita che raccogliesse il suo personale intervento artistico. Una nube verde fluo, tossica, estesa, intensa, penetrativa e sorprendente che si tramuta in perfetta metafora della ricognizione che questo catalogo intende produrre relativamente ai quindici anni di attività dell’artista. (dal testo di Cinzia Compalati)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
