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	<title>SABAHI FARIAN &#8211; Prinp Editoria d&#039;Arte</title>
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	<title>SABAHI FARIAN &#8211; Prinp Editoria d&#039;Arte</title>
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		<title>Farian Sabahi WE WOMEN OF TEHRAN</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/farian-sabahi-we-women-of-tehran/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Mar 2022 17:59:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<span style="font-size: 14pt;"><strong>EBOOK</strong></span>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Interpreted on stage by Farian Sabahi, <em>We the Women of Tehran</em> – written in the first person from a female standpoint – illustrates the origins of the Iranian capital and its contradictions, and the rights of religious minorities and women. It showcases women who have played a leading role in various fields, including sports, although all too often they have simply been an element in the propaganda of the regime. This is an animated reading with verses by the great Persian poets and a hefty dose of irony, as a way to smile about complex issues and demolish common stereotypes.</p>
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		<title>Farian Sabahi STORIA DELLO YEMEN</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/farian-sabahi-storia-dello-yemen/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Mar 2022 19:00:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<span style="font-size: 14pt;"><strong>EBOOK</strong></span>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo Yemen è un Paese complesso. La sua prosperità dipende dalla capacità dell’autorità centrale di gestire la scarsità di risorse (acqua, petrolio, gas), le diversità religiose e i poteri tribali. Nell’equazione yemenita, le tribù rappresentano l’elemento più pragmatico: stanno con chi conviene e, all’occorrenza, cambiano alleanze. Per questo motivo sono state in grado di resistere agli eventi per millenni. Lo Yemen moderno è una repubblica presidenziale (il Presidente è anche capo dell’esecutivo) con un’Assemblea Nazionale composta da membri eletti per cinque anni. È l’unica repubblica della Penisola araba ed è nata dalla fusione, il 22 maggio 1990, tra lo Yemen del Nord e lo Yemen del Sud. Il Nord è stato una repubblica fin dal 26 novembre 1962, a seguito del colpo di Stato che rovesciò la monarchia zaydita. Già Protettorato britannico, il Sud era una repubblica socialista indipendente dal 20 novembre 1967 e, legato all’URSS, giocava un ruolo nella guerra fredda. Un quarto di secolo dopo la sua riunificazione, lo Yemen diventava teatro di una guerra che sembra non avere fine e ne sta mettendo a rischio l’unità. A presiedere fin dall’inizio la Repubblica dello Yemen unificato era stato ʿAlī ʿAbd Allāh Saleh, votato dall’Assemblea il 1° ottobre 1994 e rieletto il 20 settembre 2006. Astuto nel gestire le diversità religiose e le tribù, non era però stato in grado di mettere in atto un management delle scarse risorse dello Yemen. Saleh è stato ucciso il 4 dicembre 2017 a Sana‘a dai rivoltosi Huthi contro cui aveva combattuto per anni, con cui si era alleato dopo la primavera araba e il passaggio di consegne a Manṣūr Hādī. Saleh aveva tradito gli Huthi che hanno strumentalizzato ai propri scopi, per un anno e mezzo, l’alleanza con il loro nemico di un tempo per poi assassinarlo e vendicarsi così di come li aveva a lungo trattati.</p>
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		<title>Farian Sabahi SAFAR</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/farian-sabahi-safar/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Mar 2019 15:09:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Viaggio in Medio Oriente]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il volume raccoglie una sessantina di scatti realizzati da Farian Sabahi in Libano, Siria, Iraq, Iran, Emirati Arabi, Azerbaigian, Uzbekistan e Yemen tra il febbraio 1998 e la primavera 2005 e pubblicati per la prima volta.<br />
In persiano e in arabo, <em>Safar</em> vuole dire viaggio. Una parola che in sé racchiude i molteplici significati della libro: racconta i viaggi di Farian Sabahi, le Terre e le persone ritratte e al contempo esorta il lettore a compiere un viaggio, doppio, geografico ed emotivo.<br />
La giornalista e studiosa Farian Sabahi ci restituisce un mondo visto e immortalato poco prima e immediatamente dopo che in alcuni di questi Paesi iniziassero terribili i conflitti, un mondo stravolto, dove la guerra non si è combattuta, dove però permangono le cicatrici dei vecchi conflitti o il progresso si contrappone forte e arrogante agli aspetti più tradizionali del vivere quotidiano.<br />
Alberto Negri nella prefazione scrive “Nulla di tutto quello che vediamo in questi scatti ci è estraneo. È un mondo diverso ma non così esotico. Abbiamo contribuito pesantemente alla sua distruzione. È difficile raccontare cosa volesse dire vivere in Iraq o Siria in questi anni, sotto i bombardamenti, asserragliati senza mai potere uscire. La morte arrivava dall’alto con i raid aerei o i missili, oppure in maniera silenziosa sulla lama di un coltello. E molti dei monumenti, dei muri, delle case, dei volti delle persone che qui sono ritratti non ci sono più. Perduti per sempre. Ecco perché l’immagine, anche la più innocente, come il sorriso di un bambino, non è semplicemente un ricordo ma un atto d’accusa”.</p>
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