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	<title>RAPISARDA TURI &#8211; Prinp Editoria d&#039;Arte</title>
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	<description>Prinp Editoria d&#039;Arte 2.0</description>
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	<title>RAPISARDA TURI &#8211; Prinp Editoria d&#039;Arte</title>
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		<title> MI CASA TU CASA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 16:07:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<strong>La casa degli artisti</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Tu casa mi casa. La casa degli artisti” è un progetto di mostra che racconta, attraverso le opere di nove artisti, il confronto che ha avuto Davide Bramante con la Torino degli anni Novanta, approdato in questa città per studiare all’Accademia Albertina di Belle Arti. Un incontro con gli artisti, critici d’arte, galleristi e collezionisti. Tra le numerose frequentazioni e collaborazioni di quegli anni, Bramante ha scelto gli artisti che sono stati particolarmente importanti per lui e con cui ha condiviso molti aspetti della sua vita privata e professionale: Maura Banfo, Domenico Borrelli, Dario Colombo, Daniele Galliano, Paolo Grassino, Francesco Lauretta, Turi Rapisarda e Alessia Zuccarello, con un omaggio ad Alfredo Romano. La mostra si è inaugurata nel dicembre 2025 a San Sebastiano Contemporary / Casa Bramante a Palazzolo Acreide (SR), per proseguire fino al 30 giugno 2026 al Museo delle Genti d&#8217;Abruzzo a Pescara.</p>
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		<title>Simona Galeotti e Turi Rapisarda STORIE DI SPETTRI E DI FANTASMI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 May 2024 16:03:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Con un'intervista di Guido Costa]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il volume illustra il progetto fotografico a quattro mani della visual artist Simona Galeotti e del fotografo Turi Rapisarda che nasce a fine ottobre 2006 nell’ex cimitero di San Pietro in Vincoli a Torino, subito dopo il grande successo della mostra autogestita &#8220;Daimon1&#8221;, ideata ed organizzata dall’artista medesima. &#8220;Storie di spettri e di fantasmi&#8221; prende vita giocando con la macchina fotografica nello spazio vuoto dell’ex cimitero interpretandolo, oscillando tra il rigore estetico e la curiosità dell’insondabile.<br />
Siamo dentro un’esperienza religioso-spirituale, magico-scientifica, – raccontano Turi e Simona – quando mostriamo le nostre foto di spettri e di fantasmi in pubblico, accendiamo un faccia a faccia alla pari carico di visioni, di storie da raccontare, ognuno ha la sua, ognuno ha vissuto esperienze. Non ci sono manipolazioni al computer o in camera oscura, dove vengono ancora stampate col metodo tradizionale a mano ai sali d’argento.</p>
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