<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>PAV PARCO ARTE VIVENTE &#8211; Prinp Editoria d&#039;Arte</title>
	<atom:link href="https://prinp.com/categoria-prodotto/autori/pav-parco-arte-vivente/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://prinp.com</link>
	<description>Prinp Editoria d&#039;Arte 2.0</description>
	<lastBuildDate>Sat, 22 Jul 2023 17:06:18 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://prinp.com/wp-content/uploads/2022/02/cropped-logo_prinp-X1-32x32.png</url>
	<title>PAV PARCO ARTE VIVENTE &#8211; Prinp Editoria d&#039;Arte</title>
	<link>https://prinp.com</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>PAV Parco Arte Vivente  SUSTAINING ASSEMBLY</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/pav-parco-arte-vivente-sustaining-assembly/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jun 2022 11:05:52 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://prinp.com/?post_type=product&#038;p=4467</guid>

					<description><![CDATA[Pratiche Artistiche per una Transizione Ecologica dal Basso]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Maria Thereza Alves | Mao Chenyu | Fernando García-Dory | Michele Guido | Karrabing Film Collective | Alessandra Pomarico / Free Home University Collective | Yasmin Smith | Bouba Touré e Raphaël Grisey | Zheng Bo</p>
<p>Il volume affronta temi di stringente attualità, cari al centro d&#8217;arte contemporanea Parco Arte Vivente che dal 2008 si occupa della relazione tra cultura e sostenibilità, come l&#8217;ecologia politica, la lotta per la decolonizzazione della conoscenza e delle memorie collettive, la crescita sostenibile del mondo, lo sviluppo di nuove fonti di energia, i progetti di riforestazione e tutela dell&#8217;ambiente. L&#8217;avanzare della crisi ambientale, che neppure il lockdown è riuscito a rallentare, richiede anche alla cultura di scendere in campo e agire per un cambiamento concreto. Ed è in linea con queste urgenze che il PAV presenta con SUSTAINING ASSEMBLY una mostra che non solo denuncia la crisi attuale, ma propone delle possibili soluzioni. Il progetto rivela già nel suo titolo, con la parola assembly, il riferimento all&#8217;unione di tutti quegli attori che collaborano con l&#8217;obiettivo di raggiungere l&#8217;ecosostenibilità planetaria, rendendo visibile l&#8217;integrazione e l&#8217;interazione, già esistenti, tra diverse pratiche sostenibili come la ricerca e lo sviluppo di fonti di energia non fossili, pratiche di economia circolare, la diffusione della bioagricoltura, la rigenerazione degli spazi urbani. SUSTAINING ASSEMBLY, attraverso il lavoro di artisti che sono stati capaci di attivare progetti in tutto il pianeta, offre al pubblico una carrellata di soluzioni alla crisi attuale, come il progetto collettivo Inland presentato da Fernando Garcia-Dory, o Free Home University di Alessandra Pomarico. Zheng Bo, Mao Chenyu raccontano esperienze della comunità asiatica, mentre le questioni ecologiche australiane e i diritti indigeni sono al centro del lavoro di Karrabing Film Collective. L&#8217;australiana Yasmin Smith propone un progetto dedicato alla Terra dei Fuochi, Michele Guido e la storica artista Maria Thereza Alves riflettono su alcune pratiche sostenibili. Il duo composto da Bouba Toure e Raphaël Grisey presenta invece una ricerca sull&#8217;esperienza africana di Somankidi Coura.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>PAV Parco Arte Vivente  RESISTENZA / RESILIENZA</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/pav-parco-arte-vivente-resistenza-resilienza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jul 2019 13:14:39 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://prinp.com/?post_type=product&#038;p=5675</guid>

					<description><![CDATA[Marco Bailone &#124; Gea Casolaro &#124; Michelangelo Consani &#124; Leone Contini &#124; Piero Gilardi &#124; Michele Guido&#124; Ugo La Pietra &#124; Wurmkos Il volume propone una riflessione sulla coppia complementare di due obiettivi strategici dei movimenti ecologisti e della loro base sociale. La resistenza nella sua forte connotazione sociale è, come dice John Holloway, l’espressione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Marco Bailone | Gea Casolaro | Michelangelo Consani | Leone Contini | Piero Gilardi | Michele Guido| Ugo La Pietra | Wurmkos</p>
<p>Il volume propone una riflessione sulla coppia complementare di due obiettivi strategici dei movimenti ecologisti e della loro base sociale.<br />
La resistenza nella sua forte connotazione sociale è, come dice John Holloway, l’espressione di una soggettività ribelle che a partire dal ’68 e dalle sue istanze rivoluzionarie, si è via via accresciuta in tutti i continenti dove la rapacità del capitalismo e del neoliberismo hanno progettato nuovi sistemi e infrastrutture per depredare l’ambiente naturale e inquinarlo, scontrandosi con movimenti tenaci e durevoli di opposizione come, ad esempio in Italia, i movimenti NO TAV, NO TAP e NO MUOS.<br />
La resilienza a partire dai primi anni 2000 è diventato l’altro asse strategico fondato sul superamento del concetto ambiguo della sostenibilità e quindi sulla convergenza tra le numerose forme di autonomia e resistenza sociale che operano a livello locale e che spesso sono già collegate tra loro da rapporti di mutua collaborazione.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>PAV Parco Arte Vivente  INTERNATURALITA&#8217;</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/pav-parco-arte-vivente-internaturalita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Nov 2015 17:10:08 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://prinp.com/?post_type=product&#038;p=7359</guid>

					<description><![CDATA[Atti del Convegno internazionale di studi  (Torino, 8 maggio 2013)]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p3">Il volume raccoglie gli atti e i saggi del convegno internazionale svoltosi presso la Casa del Teatro Ragazzi di Torino l’8 maggio 2013. Il convegno ha analizzato una serie di sguardi (estetici, etici, antropologici e artistici) intorno alla natura. Articolato in tre sessioni, con i contributi di specialisti e ricercatori di campi disciplinari differenti, il convegno ha offerto spunti di riflessione su alcune delle questioni più attuali e quanto mai urgenti circa l’ambiente, concetto da sempre ambiguo e fonte di equivocità lessicali. In “Estetica ed etica della natura” ci si è interrogati sull’esistenza effettiva di un’estetica e un’etica della natura e del paesaggio nel momento in cui l’equilibrio ambientale appare sempre più compromesso. Nella seconda sezione “Antropologia e cultura umana” si sono alternati gli interventi di specialisti dell’ambito cosiddetto della ‘cultura umana’ e della ‘zoo-antropologia’, interrogandosi se realmente la natura possa divenire soggetto con cui relazionarsi al pari di altre forme viventi, e se sì in quali modi. La terza ed ultima sezione “Arte e narrazioni della natura” ha esplorato alcune forme di ‘racconto’ della natura suggerite dall’arte contemporanea. Si tratta di modalità capaci di avvicinarci a problematiche ambientali urgenti (dalla perdita della biodiversità al riscaldamento globale), spingendoci a immaginare cosa significhi viverle in prima persona.</p>
<p class="p3">Testi di: Bergit Arends, Alice Benessia, Maurizio Balistreri, Andrea Caretto e Raffaella Spagna, Claudio Cravero, Piergiorgio Donatelli, Salvatore D&#8217;Onofrio, Piero Gilardi, Roberto Marchesini, Maurizio Mori, Fabien Sanders, Gilberte Tsai, Alessio Vaccari.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>PAV Parco Arte Vivente  COMMONS ART</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/pav-parco-arte-vivente-commons-art/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Nov 2014 17:07:23 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://prinp.com/?post_type=product&#038;p=5125</guid>

					<description><![CDATA[<p class="p1">Le odierne esperienze relazionali della Bioarte</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p3">Ayreen Anastas &amp; Rene Gabri, Michel Blazy, Amilcar Cabral, Andrea Caretto &amp; Raffaella Spagna, Filipa César, Critical Art Ensemble, Brigitte de Malau, Emory Douglas, Frame Works Collective, Fernando García-Dory, Piero Gilardi, Daniel Halter, Adelita Husni-Bey, Bukta Imre, Norma Jeane, Emmanuel Louisgrand, Bonnie Ora Sherk, Claire Pentecost, Marjetica Potrcice<span class="s2"><strong>, </strong></span>Géraldine Py &amp; Roberto Verde, Joe Quercia, Rozo Nomeda &amp; Gediminas Urbonas, Marie Velardi, Ali Zaid</p>
<p class="p1">Il volume documenta le mostre e le attività del PAV Art Program 2014: <em>Show Food, Sic Vos Non Vobis e Vegetation as a Political Agent.<br />
</em>&#8220;Il programma del PAV 2014 ha seguito una precisa linea che, a più livelli, ha indagato il rapporto tra ecologia politica e pratiche artistiche. Attraverso la messa punto, ormai consolidata, dei nostri seminari interni (momenti di riflessione teorica condotti al PAV nei quali ci si confronta con diversi professionisti sul tema che, di anno in anno, caratterizza le esposizioni e i workshop), abbiamo cercato di rimettere al centro la questione dei beni comuni e le esperienze relazionali della Bioarte.<br />
In primo luogo, dopo i successi referendari contro la privatizzazione dell’acqua e la costruzione di centrali nucleari in Italia (1987 e 2011), ci è infatti sembrato che il discorso sui beni comuni, rispetto al quel periodo acceso e condiviso, apparisse come problematico. Il bene comune è in ogni caso qualcosa che muta nel tempo, un concetto dunque flessibile. Al tempo stesso, seguendo il pensiero del sociologo Guido Viale (<span class="s1">Virtù che cambiano il mondo</span>, 2013), anche il concetto di valore non è determinabile a priori. È quindi possibile allargare la maglia dei cosiddetti <span class="s1">commons</span>. Estendendo i confini di ciò che possiamo considerare “bene” ritroviamo con sorpresa elementi e concetti, reali quanto astratti, che in passato non avremmo messo in discussione nel loro essere inalienabili. Nelle esposizioni e nella conduzione dei workshop nel corso del 2014, il PAV ha così tracciato una sorta di mappa rispetto a questo ampliamento semantico, vale a dire un’estensione e un’apertura cariche di senso più che un’esclusiva riflessione intorno a questioni di tipo lessicale. In questo modo si è cercato di individuare quei beni che, a seguito del referendum di tre anni fa, avessero una stretta relazione con attitudini, fenomeni o controtendenze della contemporaneità. Oltre all’acqua, indagata nell’esposizione <em><span class="s1">Sic Vos Non Vobis </span></em>a cura di Claudio Cravero, sono state analizzate le dinamiche culturali e sociali di alcuni cibi e di determinate comunità, in particolare quelle che condividono per tradizione un bene alimentare nei suoi valori intrinsechi. Nella mostra <em><span class="s1">Show Food</span></em>, a cura di Orietta Brombin, elementi quali riso, caffè e grano hanno come ridisegnato una geografia degli spostamenti di quei vegetali che storicamente hanno accompagnato le spinte coloniali nella conquista di nuovi territori. In questa direzione, l’indagine dei beni comuni ha preso in considerazione anche il mondo vegetale. Le piante, oltre a costituire quella materia organica per la quale ci mobilitiamo ai fini della salvaguardia ambientale e la preservazione della biodiversità, sono però state analizzate nei loro aspetti biologici, sociali e politici. Infatti, la mostra <em><span class="s1">Vegetation as a political agent</span></em>, a cura di Marco Scotini, ha permesso di rintracciare una storia sociale delle piante dal punto di vista della “disobbedienza”. La vegetazione ha avuto, e ha di fatto tuttora, un ruolo politico e sociale all’interno del bioma nel quale viviamo e lungo tutta la storia della civilizzazione umana. I cereali e i legumi sono stati ad esempio i protagonisti della civilizzazione neolitica la cui strutturazione del potere sostanziale non è mutata fino alla modernità. In tempi più recenti le piante sono state protagoniste dell’oppressione coloniale, con la pagina nera dello schiavismo e oggi, in fase postcoloniale, le multinazionali agricole ricorrono all’ingegneria genetica per esercitare il controllo dei semi e, di conseguenza, sfruttare le popolazioni agricole di tutto il mondo.&#8221; (dall&#8217;introduzione di Piero Gilardi)</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Claudio Cravero PIERO GILARDI</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/claudio-cravero-piero-gilardi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Mar 2013 14:36:30 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://prinp.com/?post_type=product&#038;p=5896</guid>

					<description><![CDATA[<strong>L'uomo e l'artista nel mondo</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa pubblicazione intende raccogliere e documentare una serie di installazioni realizzate dal 2008 a oggi, alcune delle quali sono presentate nell’ambito della mostra al PAV &#8220;Piero Gilardi_Recent works 2008-2013&#8221;. Il fil rouge di questa serie di lavori è iniziato nel 2008, quando &#8211; con l’apertura al pubblico del Parco Arte Vivente &#8211; si è per me concluso l’impegno totalizzante dello sviluppo, del finanziamento e della realizzazione di quello che, poco prima, era ancora soltanto un ambizioso progetto. È stato in ogni caso un impegno condiviso con il gruppo, che oggi definirei “storico”, dell’associazione culturale acPav e in particolare con Gianluca Cosmacini, Orietta Brombin, Valentina Bonomonte ed Enrico Bonanate. Inoltre, l’impegno profuso per la realizzazione di questa impresa ha assunto un ulteriore e preciso significato. Il lavoro ha infatti coinciso con un gran dispendio di energie, creative e relazionali, e in un certo senso “limitate” rispetto anche alla mia età. (&#8230;) Penso con consapevolezza culturale che questa serie di lavori non contenga un’innovazione estetico &#8211; linguistica, ma che sia semplicemente una riflessiva elaborazione concettuale dell’Arte del vivente o Bioarte, come si preferisce denominarla. Di fatto non ho sentito in me l’energia e la “linfa” per fare quel salto semiotico che tutti gli artisti della Bioarte hanno fatto, cioè di assumere quel medium artistico incandescente che è l’organico vivente, dal coniglio transgenico di Eduardo Kac ai funghi in decomposizione di Michel Blazy. (dalla prefazione di Piero Gilardi)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
