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	<title>MUSEO DELLA RESISTENZA &#8211; Prinp Editoria d&#039;Arte</title>
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	<title>MUSEO DELLA RESISTENZA &#8211; Prinp Editoria d&#039;Arte</title>
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		<title>Gunter Demnig LE PIETRE D&#8217;INCIAMPO</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/gunter-demnig-le-pietre-dinciampo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2023 14:54:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<strong>Gunter Demnig Accademico d'Onore</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">Le pietre d’inciampo sono un monumento diffuso e partecipato dell’artista tedesco Gunter Demnig per l’Europa. Per ricordare le vittime del nazifascismo, l’artista produce piccole targhe di ottone poste su cubetti di pietra che vengono incastonati nel selciato davanti all’ultima abitazione scelta liberamente dalla vittima. L’Accademia Albertina di Belle Arti, dopo aver accolto la candidatura da parte del Museo Diffuso della Resistenza della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà di Torino, ha conferito il titolo di Accademico d’Onore a Gunter Demnig lo scorso 12 gennaio 2022. Questo volume riporta gli atti, i discorsi e i saggi prodotti in occasione della cerimonia e come riflessione sul progetto artistico.</p>
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		<title>Eleonora Roaro SCENOGRAFIE COLONIALI &#8211; FIAT 633NM</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/eleonora-roaro-scenografie-coloniali-fiat-633nm/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Oct 2022 17:04:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il volume documenta la mostra &#8220;Scenografica coloniali. FIAT 633NM&#8221; di Eleonora Roaro ospitata negli spazi del Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà di Torino, che mette in scena una riflessione sull’immaginario coloniale, che l’artista conduce a partire da un esercizio di micro-storia, utilizzando parti del proprio archivio familiare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il volume documenta la mostra &#8220;Scenografica coloniali. FIAT 633NM&#8221; di Eleonora Roaro ospitata negli spazi del Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà di Torino, che mette in scena una riflessione sull’immaginario coloniale, che l’artista conduce a partire da un esercizio di micro-storia, utilizzando parti del proprio archivio familiare per fare emergere gli aspetti negati, falsificati e rimossi dell’avventura coloniale italiana. L’installazione audio-video, che accoglie il visitatore alla fine di un percorso storico-critico sull’esperienza coloniale nell’Africa Orientale Italiana, si pone come un esercizio di colonizzazione del nostro immaginario ed è il frutto di una doppia ricerca, intellettuale e artistica, che mira a produrre un effetto di spaesamento capace di mettere in questione gli elementi rimossi della nostra storia, problematizzando la figura del colonizzatore maschio, bianco ed europeo e il legame biografico che lo collega all’artista in relazione a una geografia che si fa paesaggio e “scenografia” dell’avventura coloniale.</p>
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		<title>Silvia Margaria ANTHOLOGIA</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/silvia-margaria-anthologia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Apr 2022 16:50:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<strong>Cinque donne per i diritti e l’emancipazione</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il libro illustra il tentativo di dare forma in modo iconico, poetico e allusivo alla dimensione biografica, esistenziale, politica e culturale di cinque donne illustri: Adelaide Aglietta, Isa Bluette, Amalia Guglielminetti, Giorgina Levi, Emilia Mariani. Cinque figure femminili esemplari del Novecento, che hanno lottato per i diritti e l’emancipazione. Utilizzando i linguaggi dell’arte e della contemporaneità, Silvia Margaria compie un esercizio di public history, finalizzato alla conoscenza della biografia esistenziale, politica e umana di cinque figure torinesi esemplari per la lotta per l’emancipazione femminile e la conquista dei diritti della persona.<br />
Le 34 foto che compongono il progetto sono il frutto della selezione tra le centinaia che Silvia Margaria scatta nel 2015, dopo aver scelto di indagare la questione femminile da un punto di vista molto particolare: analizza la vita dei fiori posti sulle tombe delle cinque donne sepolte al Cimitero Monumentale di Torino. L’urgenza dell’artista, in cui le personali emozioni e l’azione di documentazione quasi quotidiana si intersecano, è quella di restituire la ricerca sulla lotta per l’emancipazione attraverso un percorso artistico che attraversa la necessità del ricordare e l’inevitabile attuarsi dell’oblio con il passare del tempo.</p>
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		<title>Claudia Virginia Vitari IDENTITÁ INTERSTIZIALI</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/claudia-virginia-vitari-identita-interstiziali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Sep 2021 13:07:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il volume documenta la mostra personale dell’artista Claudia Virginia Vitari al Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà di Torino.  Dal 2014 l’artista si occupa di migrazione, rifugiati e richiedenti asilo. L’installazione esposta combina due temi del suo progetto più recente: &#8220;Identitá Interstiziali&#8221;. Claudia Virginia Vitari focalizza da sempre il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il volume documenta la mostra personale dell’artista Claudia Virginia Vitari al Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà di Torino.  Dal 2014 l’artista si occupa di migrazione, rifugiati e richiedenti asilo. L’installazione esposta combina due temi del suo progetto più recente: &#8220;Identitá Interstiziali&#8221;. Claudia Virginia Vitari focalizza da sempre il suo lavoro su lunghi progetti di ricerca e di collaborazione su temi sociali quali la criminalità e la detenzione, soggetti con diagnosi di malattia mentale e rifugiati e richiedenti asilo. Le grandi installazioni realizzate sono accompagnate da disegni e serigrafie che illustrano in dettaglio alcune delle storie che compongono il progetto artistico. Il lavoro Identità Interstiziali propone un confronto tra due “esperienze interstiziali” distinte ma correlate: la protesta e l’attesa. Il progetto &#8220;Identità interstiziali&#8221; di Claudia Virginia Vitari rappresenta la tappa più recente di una ricerca artistica e teorica, ormai decennale, incentrata sul rapporto tra identità e alterità culturale, narrative dell’inclusione/esclusione, istituzioni totali, disciplinamento dei corpi e produzione di umanità e disumanità. L’artista focalizza da sempre la sua attenzione su tematiche sociali che hanno a che fare con la “marginalità”, il disagio e le forme di normalizzazione e disciplinamento portate avanti dalle istituzioni, dando vita a lunghi progetti di ricerca e sperimentazione su materiali e linguaggi all’insegna di un’ampia impostazione relazionale e partecipata. Presupposti questi che l’hanno spinta nel tempo a relazionarsi con soggetti con diagnosi psichiatrica, detenuti, rifugiati e richiedenti asilo. (dal saggio critico di Roberto Mastroianni)</p>
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