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	<title>LE MUSE &#8211; Prinp Editoria d&#039;Arte</title>
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	<description>Prinp Editoria d&#039;Arte 2.0</description>
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		<title>AA.VV. I DECOLONIZZATORI DELL&#8217;IMMAGINARIO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 14:36:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<em>I Decolonizzatori dell’Immaginario</em>, ispirandosi alla scuola di pensiero della “decrescita felice”, esprime e pubblica un manifesto proponendo attraverso la propria poetica una visione più rispettosa del mondo.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1">Il volume <i>I Decolonizzatori dell’Immaginario</i> nasce dalla riflessione, e successiva libera ispirazione, alla scuola di pensiero ed agli scritti dei sociologi Maurizio Pallante (Italia) e Serge Latouche (Francia) sostenitori della teoria della “Decrescita Felice”, mentre le riflessioni dello storico dell’arte Floriano De Santi sono state appositamente studiate ed elaborate per questo volume.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1" style="color: #000000;">Vittorio Amadio | Gabriella Arduino | Filippo Armenise | Carlo Barbero | Martha Belbusti | Simone Butturini | Paola Calcatelli | Lilian Rita Callegari | Francesco Capello | Gaetano Carboni | Silvestro Castellani | Marco Castorio | Paola Chiama e Massimo Giovara | Tina Ciravegna | Maria Crocco | Francesco Di Lernia | Paolo Durandetto | Marica Fasoli | Paola Gandini | Carlo Giaccone | Mario Gramaglia | Paolo Jins Gillone | Attilio Lauricella | Sandro Lobalzo | Marco Longo | Paolo Marazzi | Marisa Marconi | Ada Mascolo | Elio Mazzella | Luigi Mazzella | Rosario Mazzella | Marco Memeo | Maria Micozzi | Maria Antonietta Onida | Rarefatti Amplificati (Ivan Fassio e Diego Razza | Egle Scroppo | Elena Sevi | Magda Tardon | Elio Torrieri | Anna Torriero | Elisabetta Viarengo Miniotti | Alessia Zuccarello</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il mondo è cambiato rapidamente negli ultimi anni ponendoci nuovi dilemmi: nostra Madre Terra sta esaurendo le risorse; acqua e petrolio scarseggiano e non solo: la crisi che stiamo vivendo non è soltanto economica come vogliono farci credere, ma riguarda ogni aspetto del nostro sistema di vita. Siamo abituati a sentire alcune “pillole di saggezza” che ci arrivano dai mass media e che ingoiamo dicendoci “meno male!”. Qualcuno si accorge che siamo agli sgoccioli. Riteniamo non sia più sufficiente solo parlare. Ormai è il momento di agire informando più persone possibili sulla gravità della situazione, formando gruppi di lavoro tra i volontari sensibili, scambi ed aiuti reciproci volti alla sopravvivenza degli elementi necessari alla vita oltre che alla conservazione della storia, dell’arte, della cultura, della natura e del paesaggio lasciatoci dalle generazioni che ci hanno preceduto. Non c’è futuro senza memoria. Senza la conoscenza e la consapevolezza del patrimonio ereditato dalle precedenti generazioni. Si impone una domanda: riusciremo noi a lasciare un pianeta vivibile alle generazioni future? Riteniamo sia necessario e urgente sviluppare una nuova cultura in difesa dell’ambiente e dei valori umani. I danni provocati negli ultimi cinquant’anni da una cultura del “nuovo a tutti i costi”, colonizzando l’immaginario collettivo, troppo spesso a scapito del bello e della poetica espressiva individuale, hanno inciso pesantemente sul mondo dell’arte. In tutte le epoche, gli artisti ed il mondo della cultura, si sono uniti formando gruppi di denuncia.</span></p>
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