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	<title>GALLERIA GLIACROBATI &#8211; Prinp Editoria d&#039;Arte</title>
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	<description>Prinp Editoria d&#039;Arte 2.0</description>
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	<title>GALLERIA GLIACROBATI &#8211; Prinp Editoria d&#039;Arte</title>
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		<title>India Evans CORPI RITROVATI</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/india-evans-corpi-ritrovati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 13:03:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A cura di Giorgia Alderuccio]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I collage di India Evans sono luoghi complessi, sono paesaggi che generano inquietudine e desiderio al tempo stesso, composti da corpi, frammenti di immagini, architetture e materiali che si dispongono come tracce di una memoria stratificata.<br />
I corpi femminili che popolano le opere di India Evans provengono da ritagli di vecchie fotografie e libri d’arte. L’artista racconta che tutto ebbe inizio a Roma, al mercato di Porta Portese, con il ritrovamento di una scatola da scarpe colma di fotografie in bianco e nero di nudi ottocenteschi — immagini che, nelle sue parole, “sembravano chiedere di essere riportate alla visibilità”. Da allora, anche dopo il rientro a New York, la ricerca di immagini diventa per Evans una pratica costante: archivi, librerie, mercati come luoghi in cui intercettare figure &#8220;in attesa di essere reinserite nel presente”.</p>
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		<title>Fabrizio Molinario NAVIGANTI</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/fabrizio-molinario-naviganti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2025 09:24:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A cura di Ivan Quaroni]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Dai ritratti alle folle stipate sulle navi, Molinario riesce a tracciare un racconto unitario, una specie di mappa emotiva delle rotte interiori dell’uomo contemporaneo, dove ogni dipinto corrisponde a una superficie attraversata da tensioni e inquietudini che si condensano in figure indelebili, difficili da dimenticare.<br />
Tutto il lavoro di Molinario si colloca in una dimensione in cui l’arte non è mai vissuta come un linguaggio chiuso, che obbedisce a rigidi codici formali, ma come un’attività immaginativa che agisce a partire da una relazione diretta con la realtà, quella collettiva della Storia e quella individuale della dimensione interiore. Così, la sua opera restituisce alla pittura la funzione di dispositivo capace di tradurre le memorie, le impressioni e le esperienze in immagini. Figure inequivocabili, perentorie, che l’artista proietta in un campo visivo scarnificato, ridotto all’essenziale&#8221;. (Ivan Quaroni)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>AA.VV. SEMINARE NUOVI IMMAGINARI 2024</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/aa-vv-seminare-nuovi-immaginari-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2025 14:01:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Edizione 2024]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Seminare nuovi immaginari &#8211; Edizione 2024&#8221; è un progetto di inclusione e promozione culturale e sociale dal carattere interdisciplinare, che dal 2022 utilizza il linguaggio delle arti per disseminare idee e raccogliere i frutti maturati dalle diverse forme di creatività che alimentano il dialogo fra arte contemporanea ufficiale e irregolare. Una ricerca di carattere relazionale &#8211; attiva nei territori di confine fra agricoltura, arte, antropologia, educazione, psichiatria, psicologia, psicoanalisi &#8211; che comporta l’interazione tra artista e comunità locali, la mediazione territoriale e la partecipazione degli abitanti.<br />
Al progetto hanno partecipato (in ordine alfabetico) Irene Biaggi, Susanna Bobbio, Chiara Borgaro, Renaud Buenérd, Cosimo Cavallo, Collettivo Gliacrobati, Cora De Maria, Giulia Di Modugno, Gruppo Arte Pura, Gruppo Blu Acqua, Francesco Faraci, Gilda Genghini, Mauro Gottardo, Giuseppe Iacopetta, Alessia Isoardi, Chen Li, MrFijodor, Natalie Lithwick, Emanuele Marullo, Annamaria Nicolussi Principe, Abdel Karim Ougri, Irene Pittatore, Antonia Ricciardi, Massimo Ricciardo, Fabrizio Roccatello, Tea Taramino, Gaetano Verde, Federica Zanella.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Alessandro Monfrini VIA DI FUGA</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/alessandro-monfrini-via-di-fuga/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jun 2025 16:05:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A cura di Tea Taramino e Daniela Rosi]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alessandro Monfrini è un artista “nascosto”, schivo, ma la sua arte è tutto fuorché silenziosa. Nato come street artist, oggi dipinge su legno, carta, materiali riciclati. Le sue opere sono abitate da figure ambigue, malinconiche, spesso legate tra loro da corde, fili, catene o ali mozzate. C’è una poetica del limite e del desiderio in ogni immagine: figure umane e animali che si librano, si abbracciano, si proteggono, si trattengono. Il suo mondo è fatto di simboli semplici ma universali: la casa, il volo, la perdita, il legame. Ogni opera è una finestra su un altrove fragile e potente, in cui tutte e tutti possiamo ritrovarci.<br />
Tea Taramino, nel suo saggio critico, scrive: &#8220;Le opere di Monfrini ci portano dentro a un mondo, ibrido e sfumato, che anela alla libertà imponendo tuttavia anche delle catene che ci imbrigliano. Una sorta di ossimoro: legare e volare… Ciò che è aggressivo diventa amico, ciò che è meccanico acquisisce un’anima palpitante di essere vivente, ciò che è chiaro si offusca e ciò che è torbido si schiarisce. Monfrini nasce come street artist, ma poi inventa un metodo domestico di arte urbana per assecondare il suo bisogno di evitare i luoghi pubblici e i rapporti con la gente senza rinunciare alle bombolette. I soggetti rappresentati diventano figure oniriche e sfocate, divagazioni e fantasie con animali, bambini, adulti, nature morte, macchinari, ritratti e autoritratti. Monfrini ibridando figure reinventa e ribalta la realtà.&#8221;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Evelyne Postic TRAME</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/evelyne-postic-trame/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Apr 2025 18:07:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A cura di Giorgia Alderuccio]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Stilizzazione di esseri umani e non, ibridi, un vastissimo repertorio di elementi vegetali, o più in generale, organici. Si intrecciano, sembrano trasformarsi vicendevolmente, derivare gli uni dagli altri, ma soprattutto, dipendere gli uni dagli altri. Metamorfosi senza soluzione di continuità, se letti diacronicamente; necessaria compresenza, convivenza, se letti sincronicamente.<br />
Artista autodidatta, Evelyne inizia a disegnare durante la sua infanzia, sostituendo mondi immaginifici a una realtà familiare complessa. Evade attraverso i colori. Benché la sua carriera artistica inizi negli anni ‘90 con disegni, dipinti e sculture polimateriche, le opere presenti in questa mostra sono tutte frutto di un percorso iniziato nel 2006, anno in cui l’artista si trasferisce a Lione, e in cui la Dettinger Mayer Gallery espone i suoi disegni in bianco e nero. Da allora, Evelyne Postic si dedica esclusivamente al disegno, un mezzo che le permette una totale libertà creativa e un’immediatezza espressiva concretizzabile in qualsiasi momento e luogo.&#8221; (dal testo di Giorgia Alderuccio)</p>
<p>Il volume è stato realizzato dalla Galleria GliAcrobati, Torino.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Renaud Buénerd INVENTARE L&#8217;ESISTENTE</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/renaud-buenerd-inventare-lesistente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Sep 2024 14:19:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A cura di Giorgia Alderuccio]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Corteccia di alberi, foglie, rami, ossi, pigne, fiori, pietre, resti di plastica, tubi, insetti morti. A tenerli insieme, fili di lana, anelli metallici, ganci di vario tipo. E poi colori acrilici, tempera, cere, argilla. Assemblaggi polimaterici, eterogenei, ed accostamenti difficilmente immaginabili. Un processo artistico di manipolazione che parte dal materiale che Renaud raccoglie durante le sue passeggiate. Materiale povero, quindi, che l’artista porta poi nel suo studio per trasformarlo, dando vita a qualcosa di nuovo. Successivamente, per ogni oggetto creato, sceglie un contesto, un setting per fotografarlo e coglierlo nel momento in cui assume un ruolo, come ad immortalarne la sua performatività. A volte il nuovo oggetto rimanda subito a qualcosa che conosciamo, che ci è familiare &#8211; come nel caso di due cucchiaini ricoperti di falene immediatamente riconoscibili come occhiali, seppur inutilizzabili come tali. In altri casi sembra non esserci alcun referente, ed è solo attraverso la fotografia che siamo in grado di costruire significato intorno all’oggetto, di inventare una narrazione.</p>
<p>Il volume è stato realizzato dalla Galleria GliAcrobati, Torino.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Giuseppe Iacopetta MATERIA E TRASFORMAZIONE</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/giuseppe-iacopetta-materia-e-trasformazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jul 2024 14:25:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A cura di Francesco Poli]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Giuseppe Iacopetta, che è stato un valente barbiere e parrucchiere, non è ovviamente un emarginato ma è, rispetto al sistema dell’arte, un autentico “outsider” che ha coltivato da completo autodidatta la sua passione per la scultura, iniziando a modellare con la creta per poi scoprire che con la più economica e duttile manipolazione della cartapesta poteva raggiungere risultati di più personale originalità espressiva. (…) Le opere di Iacopetta possono far venire in mente i grossi protagonisti dei quadri e delle sculture di Fernando Botero, ma il riferimento più attinente mi pare piuttosto quello ai vasi antropomorfi arcaici come i canopi dell’arte etrusca. (dal testo di Francesco Poli)</p>
<p>Il volume è stato realizzato dalla Galleria GliAcrobati, Torino.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cosimo Cavallo VOLTI, PERCHE&#8217; S&#8217;INCONTRANO</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/cosimo-cavallo-volti-perche-sincontrano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 May 2024 14:32:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A cura di Luca Atzori]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cosimo Cavallo da oltre venti anni affida a interlocutori immaginari le sue più profonde riflessioni sulla pittura e sul senso ultimo delle cose. La riconoscibilità delle sue opere è per lo più collegata a intricati labirinti realizzati a penna su carta dai quali emergono occhi e bocche di visi severi e solenni che galleggiano sulla superficie del foglio. Ma oltre al disegno a biro, la pittura rappresenta da sempre per Cavallo il linguaggio espressivo con il quale indagare il colore nelle sue potenzialità più specificatamente compositive: nelle sue tele, così come nei cartoni o nelle carte da parati, volti di umanoidi alieni dialogano con la materia pittorica creando suggestive sovrapposizioni fra gli strati di colore. L’energia che pulsa dalle sue opere è la stessa che attraversa la sua acuta sensibilità di artista e essere umano capace di entrare in connessione con le vibrazioni più profonde della realtà, soprattutto di quella non visibile agli occhi.</p>
<p>Il volume è stato realizzato dalla Galleria GliAcrobati, Torino.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>AA.VV. SEMINARE NUOVI IMMAGINARI</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/seminare-nuovi-immaginari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Apr 2024 16:06:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A cura di Tea Taramino e Roberto Mastroianni]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il volume “Seminare nuovi immaginari” documenta il progetto triennale multidisciplinare che si muove sui confini fra arte, antropologia, psichiatria, psicologia, psicoanalisi e il cui scopo è far maturare forme di creatività singolari e inclusive.<br />
Gli artisti che hanno partecipato al progetto sono (in ordine alfabetico) Giuliano Spasmo Addari, Mohammad Ariyaei, Samaneh Atef, Bahar H., Maura Banfo, Laura Biella, Enzo Bodinizzo, Chiara Borgaro, Sarah Bowyer, Paolo Campana, Fedele Canuto, Chen Li, Egidio Cuniberti, Cora De Maria, Francesco Faraci, Valerio Flumeri, Maria Teresa Frizzarin, Luigi Gallini, Paolo Grassino, Gianfranco (Sergio) Greco, Nicus Lucà, Massimo Mancini, Cristina Mandelli, Marco Fattuma Maò, Paola Mongelli, Lucia Nazzaro, Irene Pittatore, Petra Probst, Rudi Punzo, Elena Radovix, Massimo Ricciardo, Manuela Sagona, Luigi Sapetti, Francesco Sena, Enrico Solari, Giulio Squillacciotti, Luis Alberto Taffarello.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Fabrizio Roccatello LA MAGIA DELL&#8217;OCCHIO</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/fabrizio-roccatello-la-magia-dellocchio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Mar 2024 14:32:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A cura di Tea Taramino e Bianca Tosatti]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La monografia documenta la mostra, allestita presso la Galleria Gliacrobati di Torino, dedicata a Fabrizio Roccatello, artista che lavora artigianalmente con i mezzi e i modi tradizionali dettati dal sapere antico del restauratore professionista: “Le mie sculture sono composte da diverse essenze: legni nobili e poveri. Il noce, il ciliegio, il pero e il mogano sono considerati essenze di pregio per le loro venature e la loro grana compatta; il faggio, il castagno, il rovere, il pioppo, il pino e l’abete sono poveri perché resinosi, teneri e di grana grossolana”.<br />
Le opere, che a prima vista paiono giocose, a un secondo sguardo svelano e trasmettono le inquietudini che abitano l’artista. Sono sculture schiettamente policrome, levigate con maestria, che sembrano ispirate in parte alla cultura pop, al design del Novecento, e nello stesso tempo dotate di un linguaggio visivo simbolico che fa pensare al neo-surrealismo, ma con qualche tocco di noir.<br />
Sono opere, marchingegni, che invitano a pensare e si offrono all’interazione sia mediante dispositivi meccanici – che condizionano, intenzionalmente, la postura di chi agisce – sia attraverso messaggi provocatori fatti di chiodi acuminati, di sguardi indagatori, provenienti da oggetti, bambole e bambolotti amputati, a denuncia delle privazioni imposte dalle attuali generazioni a quelle del futuro.</p>
<p>Il volume è stato realizzato dalla Galleria GliAcrobati, Torino.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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