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	<title>ARCHIVIO CASORATI &#8211; Prinp Editoria d&#039;Arte</title>
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	<description>Prinp Editoria d&#039;Arte 2.0</description>
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	<title>ARCHIVIO CASORATI &#8211; Prinp Editoria d&#039;Arte</title>
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		<title>Archivio Casorati FELICE CASORATI DESIGNER</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/archivio-casorati-felice-casorati-designer/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 May 2025 08:24:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<strong>Pioniere nella nascita del design italiano</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il volume illustra un aspetto inedito del grande Maestro del Novecento, &#8220;Felice Casorati Designer. Pioniere nella nascita del design italiano&#8221;, in cui vengono riprodotti mobili e prototipi progettati dall’artista, alcuni dei quali per la prima volta visibili al pubblico. Il volume evidenzia l’influenza di Casorati nel campo delle arti applicate e dell’arredamento, riconoscendone il ruolo di pioniere nella nascita del design italiano.<br />
Le opere proposte all&#8217;interno del volume, a cura dell&#8217;Archivio Casorati e con un saggio storico di Davide Alaimo, raccontano gli anni Venti, periodo durante il quale Casorati sviluppa un fruttuoso sodalizio con il mecenate Riccardo Gualino, le cui commissioni gli permettono di sperimentare e mettersi in gioco come “arredatore”, architetto, oggi diremmo &#8220;designer&#8221;. Scrive Riccardo Gualino nella sua autobiografia, pubblicata nel 1931: &#8220;Fu un atto di coraggio quello di concedere carta bianca ad un pittore perché facesse dell&#8217;architettura.” Nel 1925, Riccardo e Cesarina Gualino affidano a Casorati la progettazione del piccolo teatro di via Galliari a Torino, degli arredi della scuola di danza e di parte della sua casa privata. È in questo periodo che il pittore inizia a progettare sedie, sgabelli, tavoli, librerie, combinando la sua poetica artistica con quella progettuale, e chiamando il giovane architetto Alberto Sartoris a collaborare con lui nel progetto del teatro privato. Inoltre sono presentati nella raccolta, in forma del tutto inedita, i primi progetti per mobili con la tecnica dell’olio a secco su carta, una particolare tecnica propria di Casorati, che consente una lettura innovativa delle forme tridimensionali.</p>
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		<title>Archivio Casorati THE BEGINNING &#8211; Luisa Rabbia in dialogo con&#8230;</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/archivio-casorati-the-beginning-luisa-rabbia-in-dialogo-con/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Nov 2024 12:19:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<strong>Luisa Rabbia in dialogue with: Huma Bhabha, Ross Bleckner, Gianni Caravaggio, Mario Diacono, Jason Dodge, Scott Grodesky, Jannis Kounellis, Piero Manzoni, Claudio Parmiggiani and Beatrice Pediconi<span style="font-size: medium;">.</span></strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il volume documenta l’esposizione &#8220;The Beginning&#8221;, mostra che ha preso forma a partire da due significativi dipinti dell’artista Luisa Rabbia, &#8220;NorthEastSouthWest&#8221; (2014, Collezione Maramotti) e &#8220;Birth&#8221; (2017, Collezione Francesca Lavazza) e che hanno impostato il tono per la successiva selezione delle opere di dieci artisti internazionali provenienti dalla Collezione Maramotti: Huma Bhabha, Ross Bleckner, Gianni Caravaggio, Mario Diacono, Jason Dodge, Scott Grodesky, Jannis Kounellis, Piero Manzoni, Claudio Parmiggiani and Beatrice Pediconi.<br />
Il tema dell&#8217;esposizione è ispirato dall&#8217;opera di Luisa Rabbia, che tocca corde profonde nella psiche umana riguardo all’origine, all’apparizione e alla direzione sia su scala terrestre che celeste.<br />
&#8220;The Beginning&#8221; rimanda in parte al territorio torinese quale luogo di origine di Luisa Rabbia che dal 2000 vive e lavora a New York.<br />
L’esposizione si sviluppava in tre sedi, lo spazio museale dello Studio Museo Felice Casorati, un’area della Casa Casorati e uno spazio espositivo sotto la torre campanaria di Pavarolo, in cui è esposta l’opera realizzata durante la Residenza di Luisa Rabbia a Pavarolo.<br />
&#8220;The Beginning&#8221; è un progetto a cura di David Dixon e Archivio Casorati, in collaborazione con Collezione Maramotti (Reggio Emilia), Collezione Francesca Lavazza (Torino), Peter Blum Gallery (New York), Galleria Giorgio Persano (Torino) e il coordinamento di Francesca Solero.</p>
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		<title>Archivio Casorati BELDY</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/archivio-casorati-beldy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 May 2024 15:56:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<strong> Seta, cotone, lana, raso</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">Beldy (Mabel Hardy Maugham) è un&#8217;artista inglese, madre di Daphne Maugham Casorati, che, proprio su consiglio di Felice, presso il cui studio torinese Daphne giunse nel 1925 attratta dal ritratto che il pittore fece alla sorella Cynthia (ballerina di Alexander Sakharoff e poi a Torino con Bella Hutter), cominciò ad incorniciare i suoi lavori e ad esporli in spazi pubblici e privati.<br />
Beldy emerge da subito come un’artista straordinariamente originale, le cui opere sono realizzate utilizzando frammenti e varietà di tessuti con consistenza variabile, che spaziano dal velluto stirato ai sottili ritagli di crêpe de Chine. Le pregiate stoffe utilizzate per i patchwork venivano regalate all&#8217;artista dall&#8217;amica e stilista Elsa Schiaparelli, una delle &#8220;première dame&#8221; della moda internazionale degli anni &#8217;30, che con Coco Chanel viene considerata una delle più influenti figure della moda nel periodo fra le due guerre.</p>
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		<title>Archivio Casorati ESTETICA DEI VISIONARI &#8211; Scipione in dialogo con&#8230;</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/archivio-casorati-estetica-dei-visionari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jan 2024 16:00:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<strong>Scipione in dialogo con Amber Andrews, Charles Avery, Srijon Chowhdury, Alessandro Fogo, David Horváth, Margherita Manzelli, Wangechi Mutu</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">Il volume documenta l’esposizione &#8220;Estetica dei visionari&#8221;, mostra che prende il titolo dal saggio &#8220;Esthétique des visionnaires&#8221; (1926) di Henri Focillon e presenta opere di Amber Andrews, Charles Avery, Srijon Chowhdury, Alessandro Fogo, David Horváth, Margherita Manzelli, Wangechi Mutu e Scipione. Il concetto di visionarietà contraddistingue tutti gli artisti nel catalogo: un tratto inteso come capacità di guardare oltre la realtà sensibile, una dote quasi profetica che li spinge al di là del visibile, a esplorare il sentire più profondo dell’uomo.<br />
L’accostamento tra l’indagine spaziale e temporale del reale e l’esperienza intima e profonda, quasi magica, che ne deriva, trova la sua sede perfetta nel borgo di Pavarolo, arroccato tra le colline di Torino e i colori della natura incontaminata, in particolar modo nella casa e nello studio di Felice Casorati.<br />
Nello studio del Maestro le opere più visionarie di Scipione, come il suo Autoritratto (1930) e il Profeta in vista di Gerusalemme (1930) – realizzate negli ultimi anni di vita e poco prima della pubblicazione del testo di Focillon – dialogano con alcune opere dalla grande carica immaginifica, creando un percorso di visioni concatenate che attraversano gli ultimi decenni della storia dell’Arte: il pensatore empirista di Charles Avery che, ponendo nell’esperienza la fonte della conoscenza, diviene calco, gesso, presenza tangibile e testimonianza di una visione concreta; una grande tela di Margherita Manzelli che, attraverso una figura femminile, si insinua in spazi mentali oltre la realtà fino alla sensibilità più profonda di chi la osserva; i collages di Wangechi Mutu dove il corpo femminile, luogo di scontro politico e culturale, si fa medium di un messaggio mitico in cui il bene vince sul male; e ancora i lavori di Alessandro Fogo, capace di fondere pittura contemporanea e narrazioni sospese, conducendoci verso visioni al di là della semplice bidimensionalità delle tele.<br />
Il dialogo tra Novecento e Contemporaneo si amplifica poi attraverso le opere di tre artisti rappresentati dalla galleria Ciaccia Levi: Amber Andrews, Srijon Chowdhury e David Horváth indagano universi visionari del quotidiano con accenti personali che hanno radici nella storia dell’arte.<br />
L&#8217;esposizione è stata realizzata dal Comune di Pavarolo, in collaborazione con Archivio Casorati e la Collezione Iannaccone, con il coordinamento di Francesca Solero.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Archivio Casorati FRANCESCO CASORATI &#8211; OLTRE LO SPECCHIO</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/archivio-casorati-francesco-casorati-oltre-lo-specchio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Jul 2023 15:55:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una libertà visionaria e surrealista]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">A dieci anni dalla scomparsa di Francesco Casorati (1934-2013) lo Studio Museo Felice Casorati di Pavarolo, rende omaggio al celebre artista torinese – figlio del grande maestro del Novecento, Felice Casorati – con la mostra “Oltre lo specchio”, a cura di Olga Gambari.<br />
“Nel grande corpus di opere realizzate da Francesco Casorati, ho rintracciato e seguito un fil rouge di influenza surrealista, che si evidenzia particolarmente nel suo periodo finale. Come se, con la maturità avanzata, avesse raggiunto una libertà e una visionarietà che fecero prendere il volo alla sua pittura, smaterializzandone i confini e le definizioni. Come in uno specchio che venga attraversato”, racconta così la mostra la curatrice e critica d&#8217;arte, Olga Gambari.<br />
La scelta della curatrice è stata quella di concentrarsi su alcuni nuclei di opere particolarmente simbolici: “Rappresentativi di un’intuitività di natura anche surrealista, certamente non riferibile a una adesione al movimento storico, ma alla condivisione di uno spirito affine che evocava dimensioni fuori dal tempo, legate a profondità oniriche e psicoanalitiche, ad oggetti decontestualizzati e risemantizzati, e spesso perturbanti, al sovvertimento di binomi come sopra/sotto, cielo/mare, realtà/simulacro. D’altronde amava molto René Magritte quanto Alberto Savinio. Casorati era spontaneamente un raffinato, colto artista surrealista, dalla natura cerebrale e controllata, programmatica, con una rarefazione che teneva a freno la briglia sciolta della fantasia in rappresentazioni del silenzio, metafisiche, giocate sulla bidimensionalità, dalla pulsazione meditativa&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Archivio Casorati DE RERUM NATURA DE RERUM NATURA &#8211; Antonietta Raphael, Cindy Sherman, Kiki Smith</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/archivio-casorati-de-rerum-natura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Nov 2022 18:51:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<strong>Antonietta Raphael - Cindy Sherman - Kiki Smith</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">Il volume illustra la mostra allestita all’interno dello Studio Museo Felice Casorati di Pavarolo (Torino), un itinerario che racconta la storia di tre artiste donne, appartenenti ad epoche differenti, che hanno esse stesse storie differenti ma che raccontano nella maniera più autentica tutto ciò che accomuna l’uomo al suo legame profondo e congenito con la terra, le radici, la natura.<br />
La mostra inizia con un’opera magistrale dell’artista Antonietta Raphael (Kaunas, 29 luglio 1895 – Roma, 5 settembre 1975) titolata &#8220;Autoritratto scrivendo una lettera a Mario&#8221; del 1942. Attraverso gli autoritratti, che segnano tutta la sua produzione, Antonietta si autorappresenta come donna, madre e artista, mettendo al centro della propria opera il tema dell’identità proprio attraverso il racconto di se stessa.  Vengono inoltre presentati alcuni dei lavori più affascinanti e indubbiamente più importanti dell’artista Kiki Smith (Norimberga, 1954). Natura e cultura, intelletto e corpo, bellezza e transitorietà sono le condizioni dell’essere umano che Kiki Smith esamina nel suo lavoro. Rivela la fragilità del corpo mentre esplora le relazioni dell’individuo con gli animali e l’ambiente. Infine, è presente uno dei lavori più famosi dell’artista Cindy Sherman (Glen Ridge, 1954). L’opera, titolata Untitled #38, del 1979 fa parte della celeberrima serie “Untitled Film Stills”. Si tratta di una suite di 70 fotografie in bianco e nero realizzate nel corso di tre anni in cui l’artista ha posato nei panni di vari personaggi femminili di film, tra cui l’ingenua, la lavoratrice, la vampira e la solitaria casalinga. L’esposizione è realizzata grazie alla collaborazione con la Collezione Giuseppe Iannaccone, Milano, dal Comune di Pavarolo con il coordinamento di Francesca Solero e curata dall’Archivio Casorati.</p>
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		<item>
		<title>Archivio Casorati FRANCESCO CASORATI &#8211; TRA MAGIA E GEOMETRIA</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/archivio-casorati-francesco-casorati-tra-magia-e-geometria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Sep 2022 18:53:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il volume ripercorre attraverso una trentina di opere le tappe più significative della lunga carriera dell&#8217;artista, suddividendola in quattro “focus” principali dedicati per scelta solo alle sue opere pittoriche e selezionate per il loro significato emblematico dalla curatrice Elena Pontiggia, che, nel suo saggio introduttivo al catalogo, sottolinea il carattere del tutto originale e indipendente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">Il volume ripercorre attraverso una trentina di opere le tappe più significative della lunga carriera dell&#8217;artista, suddividendola in quattro “focus” principali dedicati per scelta solo alle sue opere pittoriche e selezionate per il loro significato emblematico dalla curatrice Elena Pontiggia, che, nel suo saggio introduttivo al catalogo, sottolinea il carattere del tutto originale e indipendente del percorso artistico di Francesco Casorati. Traspare infatti come la pittura di Francesco Casorati abbia la capacità di dialogare con le tendenze a lui contemporanee senza appartenere a nessuna di esse e anche quando, inizio anni sessanta, nei suoi quadri linee e volumi tendono a dissolversi, conservano intatte le proprie radici e genesi figurative e narrative.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Archivio Casorati FRANCESCO CASORATI &#8211; LA GRANDE NAVE</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/archivio-casorati-francesco-casorati-la-grande-nave/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jul 2022 18:28:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Non saprei dire se dipingo il mare perché lo amo o se vado per mare perché mi piace dipingerlo. Credo che il mio amore per il mare dimori tanto nel cuore del navigatore quanto nell’occhio curioso dell’artista, sempre alla ricerca di nuove emozioni visive. Il mare è, per un pittore, una fonte inesauribile di straordinarie [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">&#8220;Non saprei dire se dipingo il mare perché lo amo o se vado per mare perché mi piace dipingerlo. Credo che il mio amore per il mare dimori tanto nel cuore del navigatore quanto nell’occhio curioso dell’artista, sempre alla ricerca di nuove emozioni visive. Il mare è, per un pittore, una fonte inesauribile di straordinarie emozioni, grafiche e pittoriche: qui c’è tutto ciò che un pittore può desiderare: infinite varietà di colori, di sfumature e tonalità, forme in continuo cambiamento, segni che si creano, si disfano, si confondono, in un incessante mutamento. Agli abitanti del mare – pesci, uccelli, barche – riserbo uno spazio importante nelle mie composizioni. Mi affascina il contrasto tra la leggerezza di questi elementi e la forza del mare. Mi affascina lavorare sulla fragilità della materia, forse perché rispecchia anche il mio desiderio di riflettere sulla mia fragilità. Il mare, come le onde, le navi, il fumo delle ciminiere non sono mai copie dal vero, ma elaborazioni grafiche e pittoriche che prendono spunto dal reale.&#8221; (Francesco Casorati)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Archivio Casorati FRANCESCO CASORATI &#8211; OPERA INCISA</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/archivio-casorati-francesco-casorati-opera-incisa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jul 2018 15:48:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[1952 - 1995]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">Il volume è dedicato all&#8217;opera grafica di Francesco Casorati ed è il catalogo dell&#8217;omonima mostra retrospettiva, allestita all&#8217;Istituto Centrale per la Grafica di Roma che ha presentato al pubblico una selezione di una sessantina di fogli realizzati con tecniche di incisione calcografica dal 1952 al 1995.<br />
Per Francesco Casorati la grafica rappresentò un ambito parallelo e mai subalterno rispetto alla pittura. Uno dei più acuti interpreti della sua opera, Luigi Carluccio, notava anzi che le “esperienze dell&#8217;incisore a volte hanno sopravanzato o preceduto il lavoro di pittore”. In piena libertà e in dialogo con un contesto internazionale, Casorati esplorò tutte le potenzialità della grafica incisa, dedicandosi a molteplici sperimentazioni sui materiali, sulle modalità di morsura, sul segno e sul colore. Esemplari, in tal senso, le varianti, in sede di stampa, di “Battaglia” (1954) o le due versioni di “Battaglia dei tre cavalieri” (1957). Con la medesima libertà l&#8217;artista attraversò il periodo informale, rappresentato in mostra con fogli esposti nella sala personale alla Biennale di Venezia del1962, e poi la fase vicina alla figurazione impegnata (“La casetta affumicata”, “L&#8217;albero e il treno”, entrambe del 1967), nella quale permane il carattere ludico e narrativo che sempre accompagnò il lavoro di Francesco Casorati. Negli anni Settanta si affaccia il tema, radicato nella specularità insita nella grafica a stampa, della gemellarità e della rifrazione dell&#8217;immagine, che prendono corpo in favolosi bestiari e vertiginosi labirinti grafici. Sarà la purezza assoluta del segno, la “scrittura” acquafortistica, a dominare l&#8217;ultima fase, in cui la sintesi non esclude raffinate e allusive, a tratti inquietanti, soluzioni espressive.</p>
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