<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Fernando Mastropasqua &#8211; Prinp Editoria d&#039;Arte</title>
	<atom:link href="https://prinp.com/autore/fernando-mastropasqua/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://prinp.com</link>
	<description>Prinp Editoria d&#039;Arte 2.0</description>
	<lastBuildDate>Tue, 02 Sep 2025 14:22:55 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://prinp.com/wp-content/uploads/2022/02/cropped-logo_prinp-X1-32x32.png</url>
	<title>Fernando Mastropasqua &#8211; Prinp Editoria d&#039;Arte</title>
	<link>https://prinp.com</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Fernando Mastropasqua IL VOLO DI ICARO</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/fernando-mastropasqua-il-volo-di-icaro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Sep 2025 14:14:09 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://prinp.com/?post_type=product&#038;p=8518</guid>

					<description><![CDATA[<strong>LE CADUTE SUBLIMI DEL TEATRO</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il libro esplora le origini arcaiche del teatro e la metafora del volo di Icaro come chiave per interpretare il processo creativo teatrale. L&#8217;autore analizza le danze rituali dei satiri e delle menadi nell’antico teatro greco, viste come forme di espressione primordiale collegate alla natura e alla fertilità. Centrale è la figura di Dioniso, simbolo del caos e della vitalità.Il mito di Icaro diventa metafora della tensione artistica verso il superamento dei limiti e della “caduta sublime”: il fallimento non è fine ma occasione per la nascita di nuove forme teatrali. Mastropasqua riflette così sul teatro moderno, dal simbolismo di Gordon Craig e Antonin Artaud al teatro povero di Carmelo Bene, dove il crollo stesso diventa spettacolo.Il saggio unisce analisi storica, riflessioni filosofiche e iconografiche, passando dai riti funebri lucani alle tradizioni popolari del Sud Italia, interpretate come tracce di un teatro pre-razionale e rituale. Chiude il volume un copione teatrale originale e due appendici su radio e miti antichi. In sintesi, Mastropasqua propone una visione del teatro come spazio di continua rinascita, dove la caduta è l’inizio di un nuovo volo.</p>
<p>&#8220;Forse ti hanno chiesto perché volevi darti al teatro, e tu non hai potuto fornire una risposta ragionevole, poiché ciò che volevi fare nessuna risposta ragionevole può spiegarlo: volevi volare. Forse avresti fatto meglio a dire Voglio volare, anziché pronunciare quelle parole spaventose: Voglio darmi al teatro… gli artisti hanno la stessa stoffa degli aviatori: volano&#8221;. (Edward Gordon Graig)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fernando Mastropasqua LA STRANA PIETÀ DEL SIGNOR BERTOLT BRECHT</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/fernando-mastropasqua-la-strana-pieta-del-signor-bertolt-brecht/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Sep 2022 15:21:02 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://prinp.com/?post_type=product&#038;p=5861</guid>

					<description><![CDATA[<strong>E ALTRE MALINCONIE TEATRALI </strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">“La strana pietà del signor Bertolt Brecht e altre malinconie teatrali” è un libro che ha lo scopo di guardare al teatro in una particolare prospettiva: ignorando la successione cronologica, prende in considerazione quei momenti in cui il teatro ha mostrato la vita nella sua essenza effimera e insensata, con quella malinconia ironica e pensosa che aveva contraddistinto le creazioni di Ettore Petrolini nel Varietà. L’atteggiamento, condiviso da Brecht, intensa presenza nel cabaret di Karl Valentin, ha origine nello sguardo severo e dolente di Sofocle. Per questo il saggio sulla Pietà di Brecht, sulla sofferenza aspra dell’urlo muto di <em>Madre Courage</em> apre il percorso.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fernando Mastropasqua TEATRO PROVINCIA DELL&#8217;UOMO</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/fernando-mastropasqua-teatro-provincia-delluomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Mar 2021 18:45:25 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://prinp.com/?post_type=product&#038;p=5296</guid>

					<description><![CDATA[<strong>DIONISO, SHAKESPEARE, STANISLAVSKIJ, LIVING THEATRE, CARMELO BENE</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><em>Teatro provincia dell’uomo</em> si ispira, nel titolo e nel metodo, al libro di Elias Canetti, <em>La provincia dell’uomo</em>. Il volume è composto di due parti. Nella prima vengono presi in considerazione alcuni momenti fondamentali della storia del teatro, come il teatro greco e il teatro elisabettiano, e alcune teorie innovative, da Craig a Stanislavkij, nelle quali la ricerca dell’attore è volta a dare una immagine, simbolica o realistica, della natura umana, nella sua verità e nella sua fragilità. Un frammento, tratto dall’Antigone del Living Theatre, illumina il discorso. La seconda parte è dedicata alla ricostruzione del testo e dell’opera-video di Carmelo Bene, Hommelette for Hamlet, nella quale si riflettono echi dell’Amleto di Shakespeare e di Laforgue, in base alla visione dell’Uomo lacaniano. La ricostruzione è accompagnata da un dettagliato commento di tutte le situazioni, in cui il protagonista, uno strano Amleto cimiteriale attorniato da statue del Bernini che prendono vita e partecipano alla rappresentazione, si trova coinvolto.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fernando Mastropasqua UN TEATRO DI PEZZENTI</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/fernando-mastropasqua-un-teatro-di-pezzenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Feb 2019 15:59:45 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://prinp.com/?post_type=product&#038;p=5709</guid>

					<description><![CDATA[<div class="page" title="Page 3">
<div class="layoutArea">
<div class="column">

Vaghi pensieri sulla commedia dell’arte

</div>
</div>
</div>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">La commedia dell’arte fu un teatro errante, uno stare al mondo disperati, senza paradisi da attendere, fu un pensare collettivo che veniva dalla terra e immaginava la vita nient’altro che un rattoppo di miserie e sventure.<br />
Di questo misterioso fenomeno, che creò forme d’arte dalla miseria, si propone una ricostruzione degli scenari, adombrati nelle incisioni della Raccolta Fossard e negli affreschi della Narrentreppe di Trausnitz, ambedue della fine del XVI secolo.<br />
Il ricordo dell’arte dei comici, che i documenti ci restituiscono, si deve alla passione per il teatro di Enrico III di Francia e di Guglielmo di Baviera. Se il primo si accontentò di un album di ‘fotografie’, il secondo pretese di ingabbiare, per l’eternità, gli attori amati nelle pietre del suo Castello, anticipando l’invenzione di Morel.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ferdinando Falossi &#8211; Fernando Mastropasqua LA POESIA DELLA MASCHERA</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/ferdinando-falossi-fernando-mastropasqua-la-poesia-della-maschera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Dec 2015 22:38:48 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://prinp.com/?post_type=product&#038;p=5824</guid>

					<description><![CDATA[<strong>Una testa vuota fonte di conoscenza</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A distanza di circa un anno dall&#8217;uscita del libro &#8220;L&#8217;incanto della maschera. Origini e forme di una testa vuota&#8221;, Fernando Mastropasqua e Ferdinando Falossi presentano il secondo volume, &#8220;La poesia della maschera. Una testa vuota fonte di conoscenza&#8221;.<br />
Dopo l&#8217;Incanto, la Poesia. La maschera è il teatro.<br />
&#8220;L&#8217;Incanto della Maschera&#8221; aveva per obiettivo quello di inquadrare la cultura della Grecia classica, e in particolare il teatro e il suo concetto di metamorfosi dell&#8217;attore, da una prospettiva antropologica. La Poesia della Maschera affronta il problema del linguaggio poetico della maschera stessa. Si entra nel dettaglio dei tre diversi generi del teatro greco del periodo classico: Commedia, Tragedia e Dramma Satiresco, e si vede come la tecnica costruttiva della maschera e le sue dinamiche vadano di pari passo con l&#8217;evoluzione del linguaggio teatrale.<br />
La maschera si genera nella sfera della rivelazione del sacro. Il suo emergere originario è cavità abitata da potenze aliene e ignote capaci di riversare al di là del vuoto la manifestazione visibile della loro presenza. Imbevuta di sostanza spirituale, si pone in prima istanza come fenomeno cultuale di comunicazione, ma espande ben presto il proprio linguaggio iconico oltre i confini del soprannaturale. La cavità apre tutte le strade della metamorfosi. Se essere l’originale, e non semplicemente rappresentarlo, è lo specifico dell’icona, allora, quando ciò che si rende presente non è più uno spirito o un dio ma il dolore dell’uomo o la sua capacità di ridere del proprio esser nato, quel pianto e quel riso acquistano la dimensione di una conoscenza esperienziale della vita. Nel momento in cui la maschera accoglie le istanze vitali della sfera umana, ovvero nella stagione del Teatro, il verbo liturgico si fa linguaggio poetico e, alle origini della nostra cultura, nascono forme d’arte come la Tragedia, la Commedia, il Dramma Satiresco. Da quel momento lo spazio cavo della maschera accoglie una molteplicità di esseri ai quali darà voce ed espressione, ma indossare un’icona e divenire ciò che una maschera rende presente continuerà a contaminare di sacro anche ciò che è squisitamente umano.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ferdinando Falossi &#8211; Fernando Mastropasqua L&#8217;INCANTO DELLA MASCHERA</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/ferdinando-falossi-fernando-mastropasqua-lincanto-della-maschera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jul 2014 21:15:25 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://prinp.com/?post_type=product&#038;p=5841</guid>

					<description><![CDATA[<strong>Origini e forme di una testa vuota</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dovunque l&#8217;apparire della maschera desta inquietudine e contrastanti sensi di smarrimento, stupore, ammirazione. È l&#8217;incanto che i Greci chiamavano thauma, parola che caratterizzava l&#8217;inesprimibile, l&#8217;inaudito, parola che annunciava un luogo di meraviglie, fascinazione, malìa, e anche, per il Padre Gregorio di Nazianzo, il compiersi del miracolo cristiano. La maschera è il simbolo più antico e universale della coscienza della finitezza umana (&#8216;meglio non essere nati&#8217;), per questo essa ricopre di una corteccia &#8216;immortale&#8217; il corpo deperibile dell&#8217;uomo, come le maschere funerarie d&#8217;oro celavano il volto in decomposizione del morto; ed è anche la prima perfetta realizzazione di &#8216;macchina del tempo&#8217;: infilarsi dentro una maschera trascende l&#8217;io, lo spazio e il tempo. Tra le infinite varietà di forme sono qui raccolti alcuni dei suoi molti incanti: dai culti arcaici e dai riti ancestrali fino ai miti della cultura classica, dalle epifanie nel folklore europeo fino ai fantasmi circensi. La perdita di aura nella società moderna costringe la maschera in spazi inusuali e a profonde degenerazioni. Tuttavia la sua presenza in molti carnevali risparmiati dalla mercificazione turistica e nella pratica scenica più attenta alla sperimentazione, sulle orme di Craig, Mejerchold, Brecht, non meno che nelle piazze &#8216;indignate&#8217; o nelle foreste del Chiapas insorgente, rende ancora attuale l&#8217;invocazione del Mercuzio shakespeariano: &#8220;Datemi una custodia per metterci dentro la faccia! Una faccia su una faccia&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
