<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Eleonora Roaro &#8211; Prinp Editoria d&#039;Arte</title>
	<atom:link href="https://prinp.com/autore/eleonora-roaro/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://prinp.com</link>
	<description>Prinp Editoria d&#039;Arte 2.0</description>
	<lastBuildDate>Sat, 21 Feb 2026 17:36:08 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://prinp.com/wp-content/uploads/2022/02/cropped-logo_prinp-X1-32x32.png</url>
	<title>Eleonora Roaro &#8211; Prinp Editoria d&#039;Arte</title>
	<link>https://prinp.com</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Eleonora Roaro LA NUBE</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/eleonora-roaro-la-nube/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Feb 2026 16:59:56 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://prinp.com/?post_type=product&#038;p=9011</guid>

					<description><![CDATA[A cura di Cinzia Compalati e Vanina Saracino]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Massa, 17 luglio 1988: due esplosioni verificatesi alle 06:10 e alle 06:15 presso lo stabilimento della Farmoplant, azienda sussidiaria del gruppo Montedison, innescarono un incendio che andò ad interessare un serbatoio contenente l’insetticida Rogor. Da esso si sviluppò una nube tossica che interessò tutta la zona per un’area di 2.000 Km2. Si tratta di uno degli episodi più dibattuti sulle cronache locali ma soprattutto inciso nella memoria collettiva dei cittadini che lo ricordano come &#8220;la Černobyl&#8217; delle Apuane&#8221;, un momento apocalittico delle loro esistenze in cui cercarono rifugio in abitazioni e cantine o fuggendo verso i monti. LA NUBE (2025) è anche il titolo del progetto che Eleonora Roaro ha realizzato per il mudaC | museo delle arti Carrara traendo fonti dalla documentazione storico-archivistica e orale dell’accadimento per realizzare una mostra corale e di sintesi che coinvolgesse forze politiche, abitanti, gruppi di svariate controculture, altri autori e producendo una video-installazione inedita che raccogliesse il suo personale intervento artistico. Una nube verde fluo, tossica, estesa, intensa, penetrativa e sorprendente che si tramuta in perfetta metafora della ricognizione che questo catalogo intende produrre relativamente ai quindici anni di attività dell’artista. (dal testo di Cinzia Compalati)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Eleonora Roaro SCENOGRAFIE COLONIALI &#8211; FIAT 633NM</title>
		<link>https://prinp.com/prodotto/eleonora-roaro-scenografie-coloniali-fiat-633nm/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Oct 2022 17:04:05 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://prinp.com/?post_type=product&#038;p=6168</guid>

					<description><![CDATA[Il volume documenta la mostra &#8220;Scenografica coloniali. FIAT 633NM&#8221; di Eleonora Roaro ospitata negli spazi del Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà di Torino, che mette in scena una riflessione sull’immaginario coloniale, che l’artista conduce a partire da un esercizio di micro-storia, utilizzando parti del proprio archivio familiare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il volume documenta la mostra &#8220;Scenografica coloniali. FIAT 633NM&#8221; di Eleonora Roaro ospitata negli spazi del Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà di Torino, che mette in scena una riflessione sull’immaginario coloniale, che l’artista conduce a partire da un esercizio di micro-storia, utilizzando parti del proprio archivio familiare per fare emergere gli aspetti negati, falsificati e rimossi dell’avventura coloniale italiana. L’installazione audio-video, che accoglie il visitatore alla fine di un percorso storico-critico sull’esperienza coloniale nell’Africa Orientale Italiana, si pone come un esercizio di colonizzazione del nostro immaginario ed è il frutto di una doppia ricerca, intellettuale e artistica, che mira a produrre un effetto di spaesamento capace di mettere in questione gli elementi rimossi della nostra storia, problematizzando la figura del colonizzatore maschio, bianco ed europeo e il legame biografico che lo collega all’artista in relazione a una geografia che si fa paesaggio e “scenografia” dell’avventura coloniale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
