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Anna Capolupo

"Torino Berlino Nowhere"


torino berlino nowhere
*clicca per visualizzare l’anteprima del libro

Pagine: 62

Formato: 20x25 cm

Data di pubblicazione: 02-01-2016

Testi di: Andrea Rodi, Giuseppe Savoca

Fotografie di Francesca Mannino e Niccolò Brighella

Lingua: Italiano, Inglese

Copertina: Copertina Morbida Opaca

Prezzo libro cartaceo: 20.00

Prezzo ebook: 2.99 €

Formato ebook: .pdf

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Anna Capolupo TorinoBerlinoNowhere
Inconscio metropolitano vol. 1 e 2

"Per Anna Capolupo, la città è la metafora del cambiamento e della trasformazione di se stessa, quel viaggio fisico e simbolico che la porta a migrare dall’entroterra rurale dell’infanzia fino al “luogo” idealizzato. La descrizione oggettiva della città nel suo lavoro si fonde quindi con una rappresentazione soggettiva, fatta di ricordi e sensazioni, rivolta in modo particolare a quelli che l’antropologo Marc Augé definisce “non-luoghi”, luoghi fluttuanti di passaggio, spazi di circolazione attraverso i quali transita la collettività. Per l’artista, questi non-luoghi sono rappresentati dalle periferie urbane che, anche se prive degli aspetti monumentali e celebrativi tipici del centro cittadino, sono anche esse luoghi che, in diversa misura, individuano la formazione culturale dei loro abitanti e la loro appartenenza sociale, conservando le loro memorie. La sua ricerca artistica non si limita alla semplice rappresentazione visiva di quei luoghi ma ne sonda il rapporto con l’uomo, il ricordo e la solitudine dell’esistenza. Proprio come nelle sue tele, dove convivono elementi realistici con una cromaticità di impronta impressionista, ella ci conduce in un viaggio ideale nei suoi luoghi, nelle città in cui ha transitato, spazi a noi tutti familiari che diventano improvvisamente estranei, come illuminati da una luce nuova e disorientante, dove vengono a mancare elementi essenziali come la figura umana che riecheggia solo come passaggio..." (Giuseppe Savoca)

"Per proporre una ricerca sull’inconscio metropolitano – quegli spazi architettonici che si annidano nel rimosso tanto delle grandi città quanto dei loro abitanti e da cui scaturiscono le pulsioni al cambiamento – bisogna, prima di tutto, predisporre uno sguardo neutro in grado di individuarli e, al contempo, di percepirli senza pregiudizi riguardo al loro stato presente, ma cogliendone il passato e il possibile futuro in un’unica istantanea. Il pregio principale dei paesaggi urbani di Anna Capolupo è l’assenza di qualsiasi forma di romanticismo, che nasce proprio dalla capacità dell’artista di vedere i luoghi oltre il loro stato attuale. Ogni dettaglio è una domanda (Perché di fianco a una centrale elettrica c’è una montagna di pneumatici consumati? Perché c’è lo scheletro di una gru abbandonata a lato di campo Rom?), ma non è mai un giudizio e nulla viene mai e poi mai abbellito o imbellettato per venire incontro e non urtare il gusto dello spettatore, tanto che, a un primo superficiale sguardo, gli scorci urbani ritratti dall’artista possono colpire negativamente. Si tratta, infatti, per lo più di ambienti abbandonati a se stessi, o di vestigia del passato industriale della città. Sono non-luoghi, ambienti che accomunano una metropoli all’altra e, allo stesso modo, legano gli uni agli altri gli inconsci metropolitani dei loro abitanti. Torino e Berlino, in questo senso, sono emblematiche e vengono trattate con lo stesso disincanto, senza ricorrere ad alcuna trasfigurazione romantica. Si tratta di luoghi della memoria, sia perché tracciano il passaggio dell’artista nei luoghi stessi, nelle città che ha toccato attraverso i suoi viaggi e in cui ha vissuto per periodi più o meno lunghi, sia perché è proprio grazie all’ausilio fallibile della facoltà mnemonica che essi vengono ricostruiti..." (Andrea Rodi)

www.bugartgallery.com

 

 

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