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Claudio Zoccola

"Col senno di poi"


col senno di poi
*clicca per visualizzare l’anteprima del libro

Pagine: 120

Formato: 25x20 cm

Data di pubblicazione: 07-10-2014

Testi di: Claudio Zoccola

Lingua: Italiano

Copertina: Copertina Morbida Opaca

Prezzo libro cartaceo: 26.00

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col senno di poi / rilettura del mio tempo in forma di regesto / 
claudio zoccola 1972-2002

La monografia comprende un'antologia di opere prodotte in trent'anni (1972-2002) dell'artista torinese Claudio Zoccola.
Nell'introduzione al volume l'autore scrive: "L’addestramento alle pratiche dell’arte io lo devo, più che agli anni del liceo, alla successiva formazione in scuole di pubblicità e ai pochi anni trascorsi in studi e agenzie, che fruttarono incontri fortunati e l’apprendimento indelebile di metodi di progettazione. Nel 1970 lasciai il lavoro in agenzia e passai all’insegnamento: a 23 anni avevo voglia di provare a (ri)conoscermi, sperimentare, dire la mia, e un tempo libero più dilatato me lo avrebbe consentito.
Il clima che si respirava a Torino sapeva di Arte Povera e Concettuale, ma a me piaceva guardare anche ad altro, alla Land art soprattutto. Se rileggo gli appunti di allora (tutto il mio percorso è stato segnato dalla necessità di fermare in note e messe a fuoco progressive sia le premesse progettuali sia gli esiti conclusivi) scopro che ero mosso da una generica, forse ingenua ma fresca “necessità di ritornare alle cose primarie dell’esistenza”, con verifiche e confronti a largo raggio. A cominciare dall’habitat naturale, per proseguire con la dimensione affettiva, gli incontri/scontri con la formazione culturale, gli sconfinamenti in territori etici, comportamentali, relazionali.
Ripensato a distanza, valutato con il distacco maturato negli anni - che non tralascia però nostalgie e dati emozionali custoditi con cura, il modus operandi adottato in origine, giocato tutto su “verifiche empiriche” per un “controllo pseudoscientifico e necessariamente utopico” della realtà, finì presto. La messa in crisi degli apprendimenti acquisiti slittò con naturalezza al tema della memoria, che sarebbe rimasto filo conduttore di quasi tutto il mio lavoro successivo. Ne è testimonianza evidente il corpus delle opere realizzate a partire dal 1995, in cui l’immagine di persone note o del tutto sconosciute, trovata per caso o cercata in archivi domestici, è occasione di scavi privati, indagini, emozioni. Poi, promossa a paradigma collettivo - quasi un modello ripescato dal fondo della storia, fatta rivivere tra noi.
Questa pubblicazione intende ricucire tra loro due fasi di lavoro che vicende personali hanno separato e messo tra parentesi per un tempo troppo lungo."

 

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