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Daniel Fuss

"MEMFUSS - Archivio Nomade "


memfuss - archivio nomade
*clicca per visualizzare l’anteprima del libro

Pagine: 212

Formato: 18x18 cm

Data di pubblicazione: 20-05-2014

Testi di: Alfredo Fuss, Daniel Fuss, Dan Rabà, Tiziana Givone, Jacques Kermoal, Enotrio Mastrolonardo

Fotografie di Sabine Weiss, Uliano Lucas, Ugo Mulas, Memfuss, Daniel Fuss. Progetto grafico di Daniel Fuss

Lingua: Italiano

Copertina: Copertina Morbida Opaca

Prezzo libro cartaceo: 35.00

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MEMFUSS
Archivio Nomade 

volume stampato in 150 esemplari unici numerati e firmati.

L'opera artistica di Manuel M. Fuss si intreccia inevitabilmente con la sua esperienza di vita che l'ha portato ad incrociare eventi storici tragici e talvolta esaltanti, e ad attraversare i più disparati confini geografici e culturali. Manuel M. Fuss viaggia con un solo passaporto in tasca, quello degli Stati Uniti d'America, ma due sono le sue identità più vere: quella di ebreo e quella di uomo che ha legato il suo destino ai quattro continenti della Terra, senza dare troppa importanza ai pezzi di carta che vincolano arbitrariamente le persone a questo o a quel paese. (...) La realtà newyorkese, permeata di cosmopolitismo culturale ed etnico, lo riconcilia con il mondo, stimolando in lui i primi impulsi artistici, l'amore per il disegno e la pittura. Nel continente asiatico contribuisce alla redenzione del suo popolo martoriato, arruolandosi come volontario nei ranghi del neonato esercito israeliano. In Africa inizia la sua carriera di architetto, conosce la sua futura moglie, mette su famiglia. Il ritorno nel continente d'origine gli consente di consolidare la sua vocazione artistica. Sotto la guida di Fernand Leger muove i primi passi nel mondo artistico parigino, tiene la sua prima mostra, matura il passaggio dalla pittura realista a quella astratta, ispirandosi al cubismo. Nella Milano degli anni Sessanta, assurta a capitale dell'arte moderna, delinea definitivamente le tecniche e i tratti stilistici caratteristici dei suoi lavori. L'influenza cubista si affievolisce e ad essa subentra quella lettrista, combinata alla tecnica del collage. Immerso nella magica atmosfera di quegli anni milanesi, frequenta il ritrovo degli artisti, il bar Giamaica, legandosi d'amicizia con Piero Manzoni, Enrico Castellani, Antonio Maschera e diversi altri frequentatori del quartiere di Brera.
(dall'introduzione di Alfredo Fuss)

 

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