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Julia Carrillo

"La luz y su ausencia"


la luz y su ausencia
*clicca per visualizzare l’anteprima del libro

Pagine: 78

Formato: 22x29 cm

Data di pubblicazione: 02-09-2021

Testi di: Emanuela Romano

Progetto grafico di Valentina Bonomonte

Lingua: Italiano, Inglese

Copertina: Copertina Rigida Opaca

Prezzo libro cartaceo: 35.00

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Il lavoro di Julia Carrillo (Messico, 1987) si sviluppa attorno all’equilibrio tra arte e scienza, nel tentativo di analizzare la realtà. La laurea in matematica l’ha portata ad unire metodologie scientifiche a pratiche artistiche per rappresentare i fenomeni naturali, come il movimento della luce e le forme dell’acqua. Tra i lavori proposti in questa monografia troviamo Coreografías: una serie di 24 rayografie che compongono una danza dove la luce, colpendo oggetti geometrici traslucidi, si dispiega e rimbalza. La variazione dell'angolo di proiezione della luce simula le diverse incidenze del sole sulla terra durante il giorno. Il cambio di angolazione della luce genera nuove visioni, così semplici strutture geometriche posizionate sulla carta foto-sensibile si animano dando vita a una sorta di “coreografia”. In Superficies minimas, mediante la lente fotografica analogica, Carrillo mostra i risultati di studi spaziali basati su strutture generate dalle bolle di sapone. Parte dal concetto matematico che tratta la “forma stabile”, in questo caso membrane che sono in grado di contenere il maggior volume all'interno di un film con la superficie più piccola possibile.  La sfera è la superficie minima più semplice e può essere osservata in una bolla di sapone. L’artista ci mostra, con splendide immagini in bianco e nero, che quando si crea un agglomerato di bolle, queste perdono la loro sfericità e la loro geometria cambia, mantenendo sempre il volume più grande all'interno e assicurando che la pellicola di sapone (o la superficie) copra l'area minima. Nel polittico Score ritroviamo l'acqua che, come una lente, modifica continuamente il riflesso della luce e traccia una linea costiera immaginaria attraverso l’unione degli otto fotogrammi che la compongono. Con il mezzo pittorico l’artista indaga concetti come il confine e l’infinito. In mostra alcune opere su carta testano le possibili configurazioni geometriche basate su due elementi: linea e colore. In questi lavori troviamo la contaminazione tra varie geometrie, come in dispositivi ottici, generando illusioni tridimensionali.

 

 

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