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Francesco Casorati

"Opera Incisa"


opera incisa
*clicca per visualizzare l’anteprima del libro

Pagine: 136

Formato: 22x29 cm

Data di pubblicazione: 06-07-2018

Testi di: Maria Antonella Fusco, Franco Fanelli, Cristina Valota

Progetto grafico e impaginazione Alessandro Roccia, fotografie di Sergio Zeppegno, Pino Dell’Aquila, Enzo Obiso, Mario Monge

Lingua: Italiano

Copertina: Copertina Morbida Opaca

Prezzo libro cartaceo: 22.00

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Il volume è dedicato all'opera grafica di Francesco Casorati ed è il catalogo dell'omonima mostra retrospettiva, allestita all'Istituto Centrale per la Grafica di Roma che ha presentato al pubblico una selezione di una sessantina di fogli realizzati con tecniche di incisione calcografica dal 1952 al 1995. 

Per Francesco Casorati la grafica rappresentò un ambito parallelo e mai subalterno rispetto alla pittura. Uno dei più acuti interpreti della sua opera, Luigi Carluccio, notava anzi che le “esperienze dell'incisore a volte hanno sopravanzato o preceduto il lavoro di pittore”. In piena libertà e in dialogo con un contesto internazionale, Casorati esplorò tutte le potenzialità della grafica incisa, dedicandosi a molteplici sperimentazioni sui materiali, sulle modalità di morsura, sul segno e sul colore. Esemplari, in tal senso, le varianti, in sede di stampa, di “Battaglia” (1954) o le due versioni di “Battaglia dei tre cavalieri” (1957). Con la medesima libertà l'artista attraversò il periodo informale, rappresentato in mostra con fogli esposti nella sala personale alla Biennale di Venezia del1962, e poi la fase vicina alla figurazione impegnata (“La casetta affumicata”, “L'albero e il treno”, entrambe del 1967), nella quale permane il carattere ludico e narrativo che sempre accompagnò il lavoro di Francesco Casorati. Negli anni Settanta si affaccia il tema, radicato nella specularità insita nella grafica a stampa, della gemellarità e della rifrazione dell'immagine, che prendono corpo in favolosi bestiari e vertiginosi labirinti grafici. Sarà la purezza assoluta del segno, la “scrittura” acquafortistica, a dominare l'ultima fase, in cui la sintesi non esclude raffinate e allusive, a tratti inquietanti, soluzioni espressive.

 

 

 

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